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Reggio
Emilia medioevale: al museo
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Nel Medioevo, in città,
i palazzi, le chiese e i cortili erano abbelliti con opere d'arte e
sculture.
Quest'ultime erano solitamente in pietra, terracotta e, raramente, in
marmo.
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A volte si riutilizzavano
vecchie lastre di pietra...
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...come questa nell'immagine
qui sopra. E' scolpita sul retro di una lapide di tomba romana e raffigura
la Madonna con il Bambino.
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Erano di pietra anche
le fonti battesimali: ampie e profonde, venivano utilizzate per battezzare
i bambini e gli adulti, che si immergevano fino al collo.
Questa apparteneva ad un'antica chiesa di San Polo e vi sono raffigurati
i quattro Evangelisti.
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Sempre in pietra
erano anche le unità di misura che si trovavano nella piazza
principale, a fianco del Battistero, poste in orizzontale.
Servivano ai commercianti e agli acquirenti nei giorni di mercato per
controllare le merci.
Lo strumento qui a
sinistra, con le forme di rettangolo o trapezio, serviva per controllare
le dimensioni di mattoni e tegole.
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Queste a fianco,
rotonde, sono le:
mina,
terzana,
quartina o quartinona,
che servivano a misurare
i liquidi ( olio, vino) o
le granaglie (grano, orzo..).
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Passeggiando
nel centro storico
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In piazza, accanto
al portone di San Giovanni, troviamo incise sul muro altre unità
di misura: il braccio e la pertica.
Il braccio serviva per controllare la lunghezza delle stoffe,
la pertica, lunga circa 2,50 metri serviva a misurare, ad esempio,
le assi di legno.
Per questo esiste
il detto:
" San Giovanni fa vedere gli inganni"
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Accanto al Battistero,
a destra, vediamo il Duomo con la sua bellissima Madonna dorata,

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mentre a sinistra
troviamo il Palazzo del Capitano del Popolo
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Il primo Palazzo
Comunale con la meridiana e l'orologio.
La statua rappresenta il torrente Crostolo.
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Il Municipio
La
Torre Civica: simbolo del potere politico.
Un tempo era
alta nove piani, era merlata e vi si affacciava il Guaitone.
A causa di un incendio, ora i piani sono solo sette.
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La
Torre dei Sessi ( famiglia di commercianti) è una tipica
casa del tempo, sviluppata in altezza per mancanza di spazio.
Nel sottosuolo c'era la cantina, al piano terra la bottega, al primo
piano la cucina riscaldata dal focolare e all'ultimo piano la stanza
da letto, utilizzata da tutta la famiglia.
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Il Palazzo delle
Notarie, sede della corporazione dei notai.
Sotto ai portici si trovavano i banchi dei cambiavalute.
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In Via
San Carlo rimane ancora oggi il palazzo che ospitava la Corporazione
della Lana.

Sul capitello di questa
colonna si può infatti notare la testa di un ariete in ricordo
di questa importante Arte.
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In Via del Guazzatoio,
a quei tempi, passava il canale più grande della città:
il Canale Maestro, che riceveva le acque del Canale di Secchia.
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Sul selciato della
via c'è questa pietra che indica dove passava l'acqua, che serviva
per i mulini, gli opifici, le concerie, le tintorie, le botteghe dei
fabbri, dei falegnami
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Parte delle mura che
circondavano la città.
Segno di un'antica porta.
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