SOMMARIO
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I Funghi superiori: da semplici
“prodotti del sottobosco” a protagonisti della vita sulla Terra, del
biomonitoraggio e della biodiversità di L. Cocchi Alcune piante del
territorio reggiano legate a zone acquitrinose di ruscelli di collina e
montagna di P. Gallingani Russula vesca f. viridata e
Russula ochracea di G. Donelli Funghi che passione di U.
Bonazzi I
pubblicati da noi e da nostri soci Agevolazioni
per i soci A.M.B. Umberto Monti: da San
Pellegrino alla tomba del Pascoli di G. Borgatti Frutta antica di E. Canovi
– A. Montecchi – G. Valentini Erbe e bacche del nostro
appennino di E. Canovi – A. Montecchi Convenzione
regolamento raccolta dei funghi Calendario annuale attività |
pag. 2 pag. 9 pag. 13 pag. 20 pag. 23 pag. 24 pag. 25
pag. 30 pag. 35 pag. 37 pag..41 |
Sono
ormai 33 anni che sono impegnato, insieme agli amici del Gruppo Micologico e
Naturalistico “R. Franchi” di Reggio Emilia, ad allestire mostre di funghi.
Ogni anno le richieste crescono e da settembre a novembre dobbiamo correre come
maratoneti. A volte però mi chiedo: “A che servono? Ma soprattutto a chi
servono? I visitatori di queste mostre, dopo averle visitate, hanno imparato
qualcosa?”
Credo
di si. Chi a funghi non va e non andrà mai può apprezzare quanto, anche nel
mondo della micologia, la natura ci riesce ad offrire di vario e di bello. Chi si accinge a divenire raccoglitore, o da
poco ha iniziato, forse si può rendere conto quanto è difficile, complesso e
pericoloso i raccogliere funghi da utilizzare in cucina, quanto e facile
sbagliare e scegliere così se rinunciare all’impresa o approfondire
maggiormente le conoscenze. Chi per tradizione famigliare od altro crede di
conoscere i funghi e raccoglie sempre quelle poche specie (se non un’unica
specie) forse si renderà conto che conosce ben poco, troppo poco e quanto le
sue raccolte possono essere a rischio. Chi poi da anni cerca di approfondire la
materia può vedere ed imparare qualche specie nuova o anche contestare
eventuali errori a noi espositori. Infine serve a noi per rinfrescarci le
conoscenze e scoprire tutto il nuovo che ogni anno la natura ci propone in
questo difficilissimo campo.
Il Presidente del Gruppo Micologico
e Naturalistico “R. Franchi”
Ulderico Bonazzi
Il 29 dicembre 2003 è stata
stipulata una convenzione (rinnovata nel settembre 2007) tra l’Agenzia per
I Funghi superiori: da
semplici “prodotti del sottobosco” a protagonisti della vita sulla Terra, del
biomonitoraggio e della biodiversità
“Sappiamo di più dei movimenti dei corpi
celesti che della terra sotto i nostri piedi”
Leonardo da Vinci, 16° Secolo…
Ma recentemente è successo
qualcosa di importante: nel 2003 l’Agenzia per
Il 23
luglio 2008 il Direttore Generale f.f. di APAT dr. Andrea Todisco, visto il “Progetto
Speciale Funghi” di APAT relativo allo studio della conservazione della
biodiversità micologica (macromiceti e mixomiceti) e dell’utilizzo dei funghi
come indicatori certi dello stato di salute di un ecosistema, predisposto dal
Dipartimento Difesa della Natura, e considerato che lo studio delle specie
fungine si inserisce nel quadro ben preciso del loro utilizzo come indicatori
biologici nella valutazione della qualità ambientale, ha ravvisato la necessità
di istituire un apposito Comitato Scientifico[6] composto
da esperti nazionali ed internazionali a garanzia della qualità
dell’iniziativa.
Nel corso dei Seminari già
svolti da tutti i relatori, tra i più qualificati studiosi a livello della
ricerca universitaria e riconosciuti a livello internazionale, sono state fatte
affermazioni del tipo: “...nei primi cinque cm del suolo c’è tutta la vita”...
“Il suolo rappresenta il mezzo di interazione
dinamica tra atmosfera, litosfera, idrosfera e biosfera”...”In
natura circa il 90% delle piante instaura simbiosi micorriziche con funghi del suolo e le micorrize sono
distribuite in tutti gli ecosistemi vegetali”...“Lo studio delle piante senza le loro
micorrize è un’astrazione. La maggior parte delle piante, strettamente
parlando, non ha radici, esse hanno micorrize”...”E’più facile elencare
le famiglie di piante in cui non si conosce siano presenti micorrize, piuttosto
che compilare una lista di famiglie in cui esse sono state trovate”...”La
maggior parte del cibo consumato dagli animali detritivori è probabilmente
tessuto fungino”...“Le micorrize migliorano la
crescita delle piante favorendo l’aumento dell’assorbimento dei nutrienti e la
tolleranza a siccità, salinità, malattie; regolano il bilancio del carbonio;
determinano l’architettura radicale; migliorano la struttura del suolo;
agiscono come filtri selettivi e bloccano gli elementi tossici”. Se, per esempio, si osserva
In questo senso erano già
numerosi i segnali provenienti da vari settori della ricerca scientifica:
recentemente in un piccolo ascomicete (Pseudoplectania nigrella) è stato
isolato un nuovo antibiotico (plectasina); sono sempre più numerosi gli
studi e le ricerche per individuare nei funghi superiori principi attivi che
possano essere utili per combattere importanti malattie (dai tumori all’AIDS)
prendendo spunto dalle millenarie pratiche cinesi; nel 2007 è stato scoperto
che nel genoma di Amanita phalloides esiste una regione
"tossica" iper-variabile in grado di produrre un'ampia varietà di
peptidi e, secondo i ricercatori che stanno studiando questo singolare
meccanismo utilizzato da A. phalloides, ciò può aprire la strada a un
suo sfruttamento per la produzione di nuove sostanze utilizzabili come farmaci;
sono in atto studi per verificare la possibilità di usare i funghi per risanare
terreni inquinati da tritolo e da uranio impoverito (“bioremediation”). Tutto
ciò senza considerare che il numero stimato di specie di funghi è di 1.500.000 e che ne sono state
descritte finora solo 72.000, cioè solo il 4,8%[8]: questo
ci fa capire come i funghi siano importanti anche dal punto di vista dello
studio della biodiversità e della sua evoluzione temporale; per esempio
l’insieme dei funghi simbionti (ectomicorrizici) presenti in un bosco cambia a
seconda dell’età del bosco: ci sono specie sempre presenti, specie presenti
solo nella fase giovanile, specie presenti solo nella fase matura, specie
presenti solo nella fase di invecchiamento; inoltre esistono specie fungine che
segnalano situazioni di sofferenza ambientale ed anche specie “pioniere” che
possono favorire la colonizzazione da parte del bosco di suoli inizialmente
inadeguati. L’augurio e la speranza nostra è che anche per merito di questi
studi si possa riuscire a porre rimedio ed a frenare la massiccia opera di
distruzione naturale in atto nel pianeta per motivi in gran parte assolutamente
inaccettabili. La possibilità che i
funghi superiori possano essere usati come bioindicatori si aggiunge a tutti gli
altri settori di ricerca, ma fa fare all’insieme un vero e proprio salto di
qualità e non solo dal punto di vista scientifico. In conclusione possiamo
affermare che, sulla base di argomentazioni scientifiche di assoluto rilievo,
gli amati oggetti delle nostre passioni vengono finalmente tolti dal mondo del
“futile” e del “voluttuario” e giustamente ed a pieno titolo inclusi
nell’universo dei protagonisti della vita. L’oste ha davvero del buon vino
nella sua botte... e non c’è niente di meglio che bere un buon bicchiere in
buona compagnia...
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P.S.
Proprio mentre stiamo andando in stampa ci giungono due notizie che riguardano
la riforma degli assetti istituzionali riguardanti APAT che viene assorbito nel
nuovo Istituto denominato ISPRA (Istituto Superiore per
Indirizzo
dell’autore:
Luigi
Cocchi
Via
D. Piani, 6
42100
Reggio Emilia
Tel
0522 791120; cel 348 3125968
ALCUNE PIANTE
DEL TERRITORIO REGGIANO LEGATE A ZONE ACQUITRINOSE DI RUSCELLI DI COLLINA E
MONTAGNA
Le
specie sotto descritte essendo strettamente legate ad ambienti umidi che, a
causa di interventi antropici, stanno diventando sempre più rari meritano una
attenta osservazione e protezione. Verranno descritti:
· un’orchidea: Epipactis palustris,
· una pianta carnivora: Pinguicula vulgaris
· una parnassia: Parnassia palustris,
che
convivono nello stesso ecosistema (vedi foto sottostante).
Figura 1 (Foto Paolo Gallingani)
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Figura 2 - Epipactis palustris (Foto Paolo Gallingani) |
Figura 3 – Epipactis palustris (Foto Paolo Gallingani) |
Famiglia:
Orchidaceae
Genere:
Epipactis
Specie: Epipactis
palustris
Nomi
comuni: Elleborina, Orchidea vespa.
Identificazione: Pianta erbacea perenne alta cm. 15-30. Rizoma
strisciante stolonifero. Foglie ovato-lanceolate, oppure lanceolato-lineari,
lungamente acuminate, disposte a spirale. Spiga rada, composta di fiori penduli
con labello bianco venato di rosso, strozzato e articolato nel mezzo. Ovario
non contorto, ma portato da un pedicello contorto, bruno-violaceo. Brattee più
brevi dei fiori.
Habitat: Pianta diffusa nell’Europa Centro-Settentronale,
Svezia, Norvegia meridionale inclusa. Alpi-Appennini fino a
Cenni storici e curiosità: Pianta molto vicina al genere Celaphantera tanto che
Linneo le unì in un solo genere chiamato Serapias helleborine. Più tardi
venne creato dal botanico austriaco H. Johann von Crantz il nuovo genere Epipactis.
Tale nome ha origine greca; venne usato da Dioscoride, ma il suo vero
significato è rimasto sconosciuto: pare sia stato usato per qualche specie di Helleborus;
da qui il nome comune di Elleborina. In Italia vi sono 6 specie di Epipactis,
e in tutto il mondo boreale si contano una ventina di specie, alcune delle
quali si spingono fino al massiccio Himalayano e nell’America Boreale.
Famiglia: Lentibulariaceae
Genere: Pinguicula
Specie: Pinguicula vulgaris
Nome
comune: Erba unta
Identificazione: Pianta erbacea perenne, con scapo eretto, peloso,
glandoloso, alto 5-
Habitat: Specie a ristretta diffusione nella fascia alpina e
Appennini Settentrionali (settore Tosco-Emiliano e Alpi Apuane) da
Proprietà farmacologiche: I pastori nomadi usavano le foglie per coagulare il
latte. E’ noto che la pianta è micidiale per gli insetti, causa gli enzimi che
vengono secreti dalle ghiandole poste ai margini della pagina superiore della
foglia: per ogni centimetro quadrato vi sono 25.000 ghiandole vischiose, capaci
di catturare e decomporre (per nutrimento) gli insetti che vi capitano sopra.
Cenni storici e curiosità: Il nome Pinguicula deriva dal latino pinguis = grasso, riferito alle foglie.
L’aggettivo leptoceras è di origine greca, leptos = sottile, keras =
corno, riferito al tipo di sperone del fiore. Ricordiamo che in Lapponia, i
Lapponi usano ancora le foglie di Pinguicula per preparare il loro tatmiölk, alimento assai pregiato. Nel
Nord Europa (Svezia Settentrionale) le foglie grasse della Pinguicula producono un particolare unguento per mani.
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Figura 4 - Pinguicula vulgaris (Foto Paolo Gallingani) |
Figura 5 - Pinguicula vulgaris (Foto Paolo
Gallingani) |
Famiglia:
Saxifragaceae
Genere: Parnassia
Specie: Parnassia palustris L.
Nome
comune: Gramigna di Parnasso
Identificazione: Pianta erbacea perenne a portamento eretto, alta 10-
Habitat: Specie a larga diffusione circumboreale. Presente
anche nel Nord America. In Europa è diffusa soprattutto in Scandinavia. In
Italia è comune nelle regioni alpine ed appenniniche fino alla zona della
Majella. Da
Proprietà farmacologiche: Modeste sono le proprietà della Parnassia nella farmacopea. Tuttavia, nei secoli passati, la
medicina popolare ha creduto a lungo nelle virtù della Parnassia. Erano gli anni
delle pestilenze, delle diarree ed il popolino correva, non sempre a ragione, a
raccogliere erbe, compresa
Cenni storici e curiosità: Il medico botanico greco Dioscoride scrisse che gli
eleganti fiori della candida Parnassia avevano trovato al loro
terra d’origine nel Monte Parnaso, caro agli dei. Di qui il nome Parnassia
preso da Linneo nella sua classificazione ufficiale. Il genere Parnassia è
composto di una sola specie, appunto
Bibliografia:
Alessandrini A. &
Branchetti G. – 1997 – Flora reggiana – CIERRE Ed., Verona
Cocconi G. – 1883 – Flora
della provincia di Bologna – Zanichelli, Bologna
Pignatti S. – 1982 – Fiori
d’Italia – Edagricole, Bologna
Figura 6 – Parnassia palustris (Foto Paolo Gallingani)
Indirizzo dell’autore:
Paolo Gallingani
Via Bellini 4
42100 Reggio Emilia
pa.gal.45@virgilio.it
Russula vesca f. viridata e Russula ochracea
Est modus in rebus
Premessa
Le
Russula qui presentate non sono
certamente critiche e nemmeno di difficile determinazione. Questo contributo ha
significato considerando sopratutto la loro estrema rarità nella nostra regione
e, secondo le mie informazioni, in territorio italiano. I loro nomi non
figurano nell’elenco delle specie reperite in Emilia-Romagna e scrupolosamente
elencate da Fabio Padovan (Padovan 2006).
Ritengo
utile ricordare a eventuali lettori, nuovi alla micologia, che il typus di Russula vesca si caratterizza per colorazioni pileiche di un bel rosa più o
meno saturo, paragonabile alle tonalità di una golosa fetta di prosciutto (di
Parma s’intende!), con a volte decolorazioni al rosa pallidissimo, al
biancastro, al crema ocraceo, più raramente di un bruno vinoso scuro uniforme.
Materiali e metodi Figg.
Le
descrizioni macroscopiche sono state realizzate su materiale fresco. Per la
microscopia è stato utilizzato materiale fresco per Russula vesca f. viridata,
mentre per Russula ochracea si è operato
su exsiccatum fatto rinvenire in acqua. Le spore della prima sono state tratte
da sporata. Per le osservazioni si è utilizzato acqua distillata, rosso congo
ammoniacale, fucsina basica, solfovanillina.
S
= Codice dei colori di Seguy; Qm = quoziente medio lunghezza/larghezza spore;Vm
= volume medio spore (formula utilizzata: 0,524 x lunghezza x larghezza x
larghezza). Le barre orizzontali nei disegni di microscopia misurano 10 µm. Le
raccolte studiate sono depositate nell’erbario GD dell’autore.
Descrizioni delle specie
Russula vesca Fr. f. viridata
Singer Figg. 1 - 2
Singer
1932, Beih. Bot. Centralbl., 49 (2): 361.
Posizione sistematica: Genere Russula
Pers. : Sottogenere Heterophyllidia
Romagn. emend. Sezione Heterophyllae.
Sottosezione Heterophyllae (Fries) J.
Schäffer.
Cappello: 60 –
Figura 1 – Russula vesca
f. viridata in ambiente. Fotocolor G. Donelli
.
Figura 2 –Russula vesca
f. viridata, spore, epicutis, crine
vellutato-pruinosa
particolarmente nella parte anteriore, più liscia all’ombelico, ben separabile
per circa metà raggio, opaca, al disco un poco meno, marginalmente di un
pallido verdolino verso S 369 – S 370, centralmente a corona circolare
verdastro saturo e sporco, verso S 374 (vert résèda) – S 375, con areole più
scure o più chiare, disco verdolino mescolato a minute aree crema,
ocraceo-crema o verde ocraceo torbido.
Lamelle: inizialmente serrate, poi un poco più spaziate,
sublardacee, poi più o meno fragili, biancastre, poi, qua e là macchiate di
ruggine, alla corruzione con un vago riflesso ocraceo pallido, subacute e più o
meno attenuate al margine, con biforcazioni
più accentuate al gambo.
Gambo: 58 –
Carne: compatta, non propriamente dura, biancastra con qualche macchia sul
giallo-ruggine particolarmente nella parte bassa del gambo, più o meno
concolore sotto la cuticola, sapore gradevole e dolce, odore non significativo.
Reazione al guaiaco positiva, ma non velocissima, al solfato di ferro
immediatamente bruno-arancio forte (Reazione condivisa con il typus e Russula heterophylla (Fries: Fr.)
Fries.).
Sporata: bianca Ia CR.
Spore: 6,0 – 8,0 x 4,9 – 6,2 µm, media 6,9 x 5,6 µm, Qm = 1,23, Vm =113 µm
cubici; da subglobose (Q = 1,07) a
ellittiche (Q = 1,38) , con ornamentazione molto bassa, costituita da numerose
verruche, in parte molto piccole, altre non più alte di 0,4 µm, isolate, solo
molto sporadicamente con qualche incerto gemellaggio o qualche sottile e breve
connettivo; areola ilare non osservata.
Basidi: tetrasporici, 30 – 50 x 8 – 10 µm.
Cistidi: piuttosto lunghi, 60 – 100 µm, poco numerosi e
piuttosto immersi, fusiformi, a terminazione appuntita, ottusa o con un minuto
capezzolo terminale.
Epicutis: costituita da peli assai articolati, spesso
ramificati, con ultimo elemento perlopiù attenuato, raramente persino
appuntito, anche molto lungo, sino a 45 µm, gli altri elementi cilindracei,
spessi 3 – 5,5 µm, con elementi di sostegno più voluminosi, alcuni enormi, sino
a 10 – 12 µm (forse un poco più spessi che nel typus), accompagnati da scarsi e
minuti dermatocistidi, poco rifrangenti e insensibili alla solfovanillina,
spessi 4 – 5 µm, nella zona discale si è potuto osservare un solo crine più o
meno impregnato di un pigmento giallo brunastro.
Habitat: probabilmente ubiquitaria come il typus, ma molto
rara..
Materiale studiato e raccolte:
una sola raccolta in un bosco di cerro in località Pulpiano – Viano RE, tre
sporoidi, con uno in pessime condizioni, il19-6 2008, leg. A Ciavarella, G.
Donelli, erbario GD n° 08/23.
Osservazioni: Questa forma verde di Russula vesca non mette in difficoltà il raccoglitore, perché anche
se nell’immediato il pensiero può correre a Russula
heterophylla, le striature marginali assenti in quest’ultima, la cuticola
marginalmente ben asportabile e la fiammata discale a sfumatura appena
percettibilmente ocraceo vinoso, tradiscono la sua vera identità. La differenza
dal typus si basa sostanzialmente solo
sul verde pileico. Le molte griseinae
a tonalità verdastre differiscono grossolanamente per la sporata non bianco
puro e la reazione al solfato di ferro generalmente.più debole. Al microscopio
si potranno avere ulteriori conferme. Da Russula
heterophylla differisce, oltre a quanto già ricordato, per le spore, in
quest’ultima, più piccole 5,2 – 6,8 – (7,8) x 4,3 -5,5 – (6) µm (Donelli 1995)
e una cuticola con elementi basali spesso isodiamedrici. Russula subviridis Reumaux ad
interim (Reumaux 1996) è macroscopicamente sovrapponibile, ma presenta un
quadro microscopico diverso. Aggiungo che i crini, lunghi e affilati elementi
presenti nel disco della epicute di Russula
vesca e Russula heterophylla, di
norma più numerosi in quest’ultima, sono stati evidenziati a fatica nella f. viridata: uno solo nello sporoide più
giovane. Russula vesca è da tutti
consumata. Bene. La sua rarissima forma limitiamoci ad osservarla. Nessuno
morirà di fame.
Figura 3 – Russula
ochracea in ambiente. Fotocolor G.
Donelli.
Russula ochracea Pers. →
Fr. Figg.3 - 4
Russula ochracea Fr. 1815 (“nom. nov.”), Observationes Mycologicae, 1: 72.
Posizione sistematica: Genere Russula
Pers. : Fr.; Sottogenere Incrustatula Romagn.;
Sezione Amethystinae Romagnesi,
emend..; Sottosezione Chamaeleontinae Singer.
Cappello: 50 – 70 – (80) mm, carnoso, piuttosto sodo, a
maturità da piano convesso a espanso, con parte centrale appena depressa, una
volta piuttosto notevolmente, a margine ottuso, in età cortamente striato;
cuticola brillante anche molto tempo dopo la raccolta, mai nettamente opaca,
asportabile per oltre i due terzi del raggio, a nette colorazioni ocracee, con
parte centrale generalmente più scura; dal terra d’ocra S 246 (Terre ocreuse),
all’ocra-arancio S 247 (Ocre orange), all’ocra ruggine S 248 (Rouille), più
raramente su tonalità ocra luminoso S 196 (Orange).
Lamelle: fragili, mediamente serrate, alte sino a
Gambo: 38 –
Carne: spessa e inizialmente compatta particolarmente nel cappello, nel
gambo presto più molle e fragile, bianca, in età, nel gambo, con rare areole
giallastro-bruno, dolce, inodore anche alla corruzione. Reazione quasi nulla al
guaiaco, con solfato di ferro rosa molto pallido.
Sporata: giallo saturo piuttosto scuro, IVd CR (Secondo Bon (Bon 1988) sporata massima).
Spore: 7,0 – 9,1 x 5,6 – 7,4 µm, media 8,0 – 6,6 µm, Qm = 1,21, Vm = 183 µm
cubici; da subglobose (Q = 1,13) a ellittiche (Q = 1,31), con ornamentazione a
verruche generalmente ottuse, forti, in parte alte sino a 1 – 1,2 µm, isolate,
solo localmente con rare e corte creste o confusamente gemellate. Areola ilare
nettamente amiloide.
Basidi: tetrasporici, 40 – 50 x 9 – 12 µm.
Cistidi: da cilindracei a fusoidi, stretti, generalmente con
sottile appendice terminale, 60 – 75 x 7 – 9,5 µm.
Epicutis: costituita da peli con elemento terminale spesso
clavato o capitato, pochi nettamente cilindracei o onduloso-cilindracei,
sovente abbondantemente ramificati, spessi da
Habitat: boschi di latifoglie, con preferenza per castagni e
querce.
Materiale studiato e raccolte: tre sole raccolte in 30 anni. Bosco con netta
prevalenza di castagni, Nismozza – Busana RE, il 10 – 7 1989, leg. G. Candiani,
M. Capelli, G. Donelli, materiale non conservato. Stessa località e stessi
Figura 4 – Russula
ochracea, spore, epicutis.
raccoglitori,
il 7 – 7 -1990, erbario GD n° 90/50. Fra l’erba al limitare di un boschetto con
roverelle e castagni, comune di Felina RE, il 10 – 9 -1991, leg. M. Capelli, G.
Donelli, materiale non conservato.
Osservazioni: Russula
ochracea è facilmente riconoscibile per l’aspetto mediamente robusto, la
colorazione pileica brillante su tonalità costantemente ocracee, anche se con
sfumature diverse, le lamelle a maturità giallo profondo a sfumatura aranciata,
la carne dolce e, almeno all’inizio di consistenza più che discreta e l’odore praticamente
assente in ogni stadio di maturazione. Al microscopio presenta ife incrostate
di magro spessore, accompagnate da peli leggermente clavati o capitati tipici
della Sottosezione e spore a verruche isolate, forti e ottuse. Testimoniano lo
spessore minuto delle ife incrostate Romagnesi (Romagnesi 1968), Einhellinger
(Einhellinger 1985), Reumaux (Reumaux
1996) e Sarnari (Sarnari 2005), mentre Bon (Bon 1988) parla di spessore
sui 6 – 8 µm. Tutti gli sporoidi delle mie tre raccolte contraddicono il Micologo
francese.
Russula helios Malç. ex Sarnari, con la quale una confusione è
possibile, si differenzia per la crescita sotto leccio e sughera, le tonalità
pileiche giallo cromo con centro verso il giallo-arancio e reazione forte al
guaiaco. Russula risigallina (Batsch)
Sacc. ha colorazioni diverse, è più minuta e fragile e, alla corruzione libera
un netto odore di rose. Russula vitellina
Pers. → Gray ha cappello costantemente da giallo tuorlo a giallo
citrino e carne, con l’appassimento, con odore di mostarda o aceto. Russula flavocitrina Blum ex Bon, specie
non ancora confermata con certezza, sembra avere dimensioni ancora maggiori,
cappello giallo oro con parte discale oliva-brunastro e sporata più chiara, da
IIIc a IVb del Codice Romagnesi (CR).
Russula ochracea dopo Fries è stata considerata come specie autonoma da
Bresadola (Bresadola 1929-1933), che ne ha dato anche una ottima
rappresentazione con il nome di Russula
ochracea Pers., da Bon (Bon 1988), da Reumaux (Reumaux et al. 1996), anche
qui accompagnata da una ottima iconografia e recentemente da Sarnari. Nel
contempo Singer (Singer 1951) la descriveva come Russula lutea var. ochracea, salvo
ammettere, dopo avere controllato la pianta inedita di Fries, che la sua Russula si identificava con quella descritta
da grande Maestro svedese. Più tardi lo stesso Romagnesi (Romagnesi 1967) e
Einhellinger (Einhellinger 1985), la interpretano al rango di varietà, come Russula chamaeleontina var. ochracea (ss. Bres.),
Bibliografia
Bon M. 1988
– Clé
monographique des Russules d’Europe, Doc.
Mycol., 70 – 71, p. 1- 120.
Bresadola G. 1928-1933 – Iconografia
Mycologica. Museo Tridentino di
Scienze Naturali. Trento.
Donelli G.1995 – Note su una
variabilissima Heterophyllinae comune nell’appennino reggiano. Suppl. al n° 3 di “Il Fungo”, XX Mostra reggiana del
fungo: 22-30.
Einhellinger
A. 1985 – Die Gattung Russula in Bayern. Hoppea, 43: 5-286, Regensburg.
Padovan F. 2006 – Atlante dei
macromiceti della Regione Emilia-Romagna.
pp. 387, Bologna.
Reumaux P.,
Bidaud A. & Moënne-Loccoz P. 1996 – Russules
Rares ou Méconnues. Ed. Féd. Myc. Dauphiné-Savoie. Marlioz. pp. 7-294
Romagnesi
H. 1967 – Les Russules d’Europe et d’Afrique
du Nord. 998 pp. Bordas. Paris.
Sarnari M. 1998 – Monografia
illustrata del genere Russula in Europa. Tomo I. AMB, Centro Studi Micologici, Brescia, 799 pp.
Sarnari M. 2005 – Monografia
illustrata del genere Russula in Europa. Tomo II. AMB, Centro Studi
Micologici, Brescia, pp. 800-1568.
Seguy E. 1936 – Code
universel des couleurs. Lechevalier,
Parigi.
Singer R. 1951 – Type Studies on basidiomycetes V. Sydowia 5:
445-475.
Indirizzo
dell’autore:
Giuseppe Donelli
Via
Tragni 8
42043
Praticello di Gattatico
andreapino@libero.it
FUNGHI CHE
PASSIONE
Anche
quest’anno l’assessorato turismo della provincia di Reggio ha preso
l’iniziativa di offrire gratuitamente a tutti coloro che hanno acquistato il
permesso per la raccolta dei funghi un omaggio. Nel pacchetto 2008 c’è una
novità interessante: infatti allegato alla cartina della provincia, contenente
anche l’elenco dei ristoranti ed alberghi che offrono un trattamento speciale a
raccoglitori e un vecchio poster della regione Emilia-Romagna di trent’anni fa
(purtroppo con una nomenclatura un po’ superata), quest’anno vi è un opuscolo
dal titolo “Funghi che passione” a cui ha collaborato il nostro Gruppo.
Dopo
una breve presentazione con una panoramica dei
funghi interessanti durante tutto l’arco dell’anno ed una succinta
storia del nostro Gruppo, si entra nel vivo del discorso funghi.
In
un primo capitolo “Cosa sono i funghi” con parole semplici si parla della
importanza dei funghi nella economia della natura e del loro ciclo di
riproduzione; segue un capitolo in cui si tenta di dare importanti consigli a
chi si ripropone di diventare raccoglitore (riportando anche alcuni articoli
della legge regionale); il terzo capitolo “parliamo di funghi” riporta la
terminologia più comune che i volumi divulgativi sui funghi usano nelle loro
descrizioni, riportando anche immagini dimostrative (qui, purtroppo, un refuso
tipografico ha inserito a pag. 7 un immagine errata).
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Immagine errata |
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Immagine giusta |
Il
successivo capitolo “Funghi a confronto” è certamente il più importante, in
esso infatti si mettano a raffronto funghi commestibili tra i più ricercati,
riportando anche il nome dialettale locale, con i loro sosia mortali, velenosi
o comunque non commestibili, che sono spesso la causa dei più comuni errori dei
raccoglitori (anche dopo anni di esperienza).
Le
ultime pagine sono dedicate alla cucina dei funghi e riportano alcune ricette
sperimentate e abbastanza apprezzate.
Complessivamente
ritengo che l’iniziativa sia valida e possa negli anni consolidarsi e fornire
un servizio di buon livello ai raccoglitori sia già con una certa esperienza,
che alle prime armi.
I 4 porcini e il loro “cugino” amaro
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sopra:
Boletus edulis Bull.: Fr. (Cunsèla;
Fónz nome dialettale di Ligonchio) buon commestibile |
sopra:
Boletus pinophilus Pilat & Dermek (Cunsèla; Fónz nome dialettale
di Ligonchio) commestibile |
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al centro: Tylopilus
felleus (Bull.: Fr.) P. Karst. non commestibile (amarissimo) |
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sotto:
Boletus aestivalis Paulet: Fr. (Fiuròun, Cunsèla; Fónz nome
dialettale di Ligonchio) ottimo commestibile |
sotto:
Boletus aereus Bull.: Fr. (Cunsèla
mora, Cunsèla; Fónz nome dialettale di Ligonchio) ottimo commestibile |
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(foto
d’archivio) |
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Indirizzo dell’autore: Ulderico Bonazzi Via Verdi 2 |
42030 Regnano di Viano e-mail: u0522858177@libero.it |
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I
LIBRI PUBBLICATI DA NOI O DAI NOSTRI SOCI
|
L'opera
è il punto di arrivo di due micologi formatisi all'interno dell'A.M.B., A.
Montecchi e M. Sarasini , con personalità molto diverse ma entrambi dediti da
numerosi anni allo studio dei funghi ipogei. Prezzi di cessione Italia e Estero: Soci , €
50,00 più spese di spedizione (€ 2 Ita. - € 10 Est.) Italia
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più spese di spedizione (€ 2 Ita. - € 10 Est.) Il volume
rilegato di 528 pag. contiene 290 fotocolor e 343 micrografie eseguiti dagli
Autori, 21 tavole a colori eseguite da E. Rebaudengo e F. Boccardo. Chiavi di
determinazione in inlese, italiano, francese e tedesco. |
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volumi del "Dizionario dei nomi volgari e dialettali dei funghi
in Italia e nel Canton Ticino" corredati o no da un CD contenente anche
i primi aggiornamenti rispetto la stampa sono disponibili presso il nostro Gruppo
(Gruppo Micologico e Naturalistico "R. Franchi" Via Amendola 2
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UMBERTO
MONTI: DA SAN PELLEGRINO ALLA TOMBA DEL PASCOLI
Lo
studioso e poeta U. Monti era nato a Cervarolo, nell’alto Appennino reggiano,
ai confini con
La
narrazione, piacevole e coinvolgente, fa comprendere il grande amore del Monti
per le affascinanti bellezze dell’area montana. In particolare riporterò
1’incipit dello scritto e altri passi significativi. L’opuscolo è un estratto
della Biblioteca della "Giovane Montagna” n. 67 ed è stato stampato a
Parma ne1 1929 (Stamperia Bodoniana). Questo il testo:
“Da molto tempo desideravo visitare la tomba
de1 Pascoli, ne11’eremo di Caprona sopra Castelvecchio, ma volevo scendervi da
San Pellegrino, con 1’anima piena delle pure fragranze del nostro Appennino.
Finalmente potei realizzare il mio sogno (7 agosto 1928) […].
Partii
dal Santuario di buon mattino e presi il viottolo che conduce al "Giro del
diavolo". Il vento della notte aveva purificato 1’atmosfera, sicché
1’occhio coglieva beato le linee dei contorni, passava con gioia dai picchi ai
valloni, dai pascoli alle foreste, dalle radure dell’Alpe ai bianchi paesi,
bassi e lontani. La natura era avvolta da un fascino strano, tutto mi pareva
più bello, più gaio. più vivace del solito; lo stormire delle fronde e il canto
degli uccelli conteneva un’armonia prima ignorata; riflesso forse della musica
che sentivo nell’anima, forse plauso delle creature all’omaggio ch’io stavo per
fare al poeta della natura e dei sentimenti alti e gentili […]. Passo, con
leggerezza di sogno, i vari dossi della Cimetta, volo per il crinale, su1
sentiero soffice di muschio, tra le ombre1le dei faggi, tra cui filtrano,
morbida carezza, i primi raggi del sole. Oh andare sempre così, con 1’anima
vibrante, portata dall’ali de1 sogno e della poesia! A1 monte Spicchio alcune
sentinelle mi richiamano alla realtà. La strada del crinale è interdetta,
perché in basso, nel vallone di Sat’Anna, i fanti de1 21° Reggimento si
esercitano ai tiri […]. Dopo monte Albano ogni pericolo è cessato, e si può
tornare su1 crinale, ma per poco, perchè i1 sentiero, circuendo la vetta di M.
Romecchio, s’inoltra tra folti cespugli di faggio. Man mano che mi avvicino al
Saltello e al bacino della Corsonna aumenta 1’emozione e la voglia di correre.
I1 M. Giovo allarga là in faccia il suo ampio seno di pietra, alzando 1a pavida
fronte, quasi per invitarmi. Non forse lì sotto si celano, fresche e
smeraldine. le acque del Lago Santo? Laghi, fontane, picchi scoscesi de1
Rondinaio e della Femmina Morta che lontani ammiccate sotto il sole che
v’investe in una pienezza di luce, oggi la vita e la gioia di quest’anima non
sono per voi, ma per il poeta che bene conobbe i vostri segreti […]. Nel nome
del Pascoli si concentra un poema d'infinite gradazioni; 1’universo lentamente
spiega le miriadi delle sue facce, fa udire le sue voci che salgono
dall'immensità del tempo e dello spazio; alberi, fronde, fiori stendono le
braccia, aprono le corolle, fanno udire la voce di un secolo, di un anno, di un
giorno e la loro voce si fa parola, si fa turbamento; sulle iridi variopinte
dei fiori si vede brillare una goccia, è una lacrima, quella che cade
dall'occhio dell'uomo commosso dinanzi a tanta bellezza". Lo scrittore
giunge ad un passo importante: il valico del Saltello attraverso il quale tanta
storia è passata:
“E
sono al Saltello, località famosa. Da secoli e secoli Borghigiani e Lombardi
passano questo valico sotto i ruvidi stracci del taglialegna, del carbonaio,
dell’emigrante; episodi di dolore, di fortezza, di eroismo s'intrecciano
intorno a questo nome, come una corona di gloria. Nessuna traccia dell'antico
ospizio che era dedicato a San Bartolomeo. Verso l’Emilia il bianco nastro
della via di Sant'Anna è scomparso; siamo sopra al vallone del Sassorso che
lancia le sue sorgenti, come le dita di un polipo, alla ricerca delle vette,
che si assottigliano, che s’innalzano per sfuggire a questa ricerca. Un vallone
immenso si stende fino alla Nuda, tutto rivestito di faggi. Verso
"E
discendo. La strada, una mulattiera molto frequentata, segue il costone che
divide le valli del Ceserana e della Corsonna, aprendo ora sull’uno ora
sull’altro versante magnifici selvaggi panorami. In alto si possono osservare
le scanalature che s’arrampicano per le falde della Cima dell’Orno,
sgretolandone qua e là le rocce, poi sprofondando tra 1’ombra di boschi e di
rupi, ricercandosi, confondendo finalmente le acque e i nomi. per formare una
vita, un nome solo: Corsonna. La via è tutta a zig zag. tra la macchia che
riscoppia densa su le tagliate di un tempo, tra piazzuole dove già arsero le
carbonaie; i cespugli aridi strepitano, scossi dalle lucertole in fuga, le
carline luccicano nella loro corona d’argento fra le tignamiche e le ginestre,
che profumano 1’aria; altri fiorellini occhieggiano, bianchi e rosei, creature
graziose e smarrite ohe ai primi freddi piegheranno lo stelo e cadranno.
E’caldo,
ma 1’occhio si riposa sulle selve. E. selva dappertutto, quassù, fin dove lo
sguardo può arrivare.. Il Monti giunge, poi, a una sella da cui sale al monte
Uccelliera. Da questa cima può godere di una vista unica sulle Apuane e sulle
valli circostanti ed è in grado di contemplare dall’alto tanti paesi che
biancheggiano in lontananza:
“.....
Giungo a una sella stretta e dirupata tanto sul versante della Corsonna quanto
su quello del Ceserana. L’orrido mi avvolge per un istante, mi abbacina sotto
il riflesso solare. Poi salgo. La salita è faticosa, sotto i1 sole che brucia
la schiena,. Sopra il pietrame mobile che sfugge sotto i piedi. E’il monte
Uccelliara (m. 1274), Noi italiani siamo tanto ricchi di bellezze naturali che
non è da meravigliarsi troppo se qualcuna di queste ci sfugge. Certo si è che
dall’Uccelliara si gode un panorama unico per
“Com’erano
poeti i nostri antichi!
Essi
costruivano i loro bianchi nidi in alto, tra il verde e il sole; noi invece,
figli di una civiltà che pur si dice amica dei monti, non troviamo di meglio
per fabbricare che la polvere e la nebbia del piano." Lo scrittore
contempla nuovi paesaggi: la valle del Serchio è sotto di lui e luccicano le
acque di un lago:
“E
tutti i monti sembrano allineati per una rivista, e le valli sembrano disposte
per una consegna: rallegrare gli occhi del viaggiatore. Vedo San Pellegrino,
donde sono partito, e un lembo della via delle Radici, presso Terrarossa. E
dovunque io mi volga il miracolo si rinnova fino alla conca dei Bagni di Lucca.
La valle del Serchio in un fervore di opere si distende di sotto; luccicano le
acque del lago di Pentecosi, nereggiano i tubi delle condotte forzate di
Casteinuovo e di Gallicano; una striscia di fumo sale dalla valle e incappuccia
i castagni, è la vaporiera; mentre i solchi bianchi sulle Apuane rivelano la
nuova lavorazione del marmo, fonte di ricchezza per la bella Garfagnana.”
Nuove
meraviglie si presentano all'occhio stupito del viaggiatore che, dopo sei ore
di cammino, giunge dove la campagna "si fa più domestica": "[…].
Ma le meraviglie non sono cessate. Quei costoni che sull'alto Appennino
parevano così regolari, simmetrici, abbassandosi si sdoppiano, si frangiano, si
arcuano, crando così protuberanze, valli e vallette su cui si agita la verde
chioma delle selve e nuove sorgenti sgorgano e nuovi torrenti si formano per
gioia delle popolazioni che vivono su quei dossi. Ma sono sei ore di cammino;
ormai la campagna si fa più domestica, nell'aria passa un canto di gallo; c'è
una casa nuova, con un pergolato di vigna sulla facciata, a cui seguono altre
case, poi vigne a filari, un bucato disteso sulle siepi, bimbi sudici e belli
sulla via che affondano i dentini nella polpa fresca di grossissime prugne.
Sono a Sommacolonia." Il Monti, proseguendo nel suo percorso, dopo aver
scorto Tiglio, è in vista di Barga:
"[…]
Più in basso, in un fertilissimo ripiano, sorge Barga colla torre dell'Arrengo,
in alto, col pulpito senza rivali nel duomo ducentesco, Barga dai bei portali e
dalle terrecotte robbiane. Questa sera andrò tra le sue mura annerite a
raccogliere in pace il mio sogno errante." La commozione sopraggiunge
quando il poeta arriva al piccolo colle, dimora del Pascoli:
" […] Il paesaggio pascoliano mi riempie
di commozione. In faccia vedo il monte Forato, e il monte Gragno, che sotto la
caldura non può dirsi davvero "molle di velluto". Lascio la
mulattiera e scendo per scorciatoie, ripide e spinose, odorate di menta
silvestre, tra vigne e oliveti e frumentoni, ahimè! riarsi dalla torrida
estate. Arrivo sulla strada rotabile, faccio due svolte ed ecco là sur un
'colletto quella che fu, ed è ancora, la dimora del poeta, e più in basso il campaniletto
di San Nicolò […]. E pieno di emozione salgo il sacro colle, come pellegrino
che finalmente è giunto al santuario della sua fede e può sciogliere il voto
del suo cuore ardente in una luce di bontà, in un palpito di amore."
|
San
Pellegrino all’Alpe |
Tomba
di Giovanni Pascoli |
|
Monte
Uccelliera |
|
Indirizzo dell’autore
Giacomo Borgatti
Via Mirabello 4
42100 Reggio E.
FRUTTA ANTICA
7° Contributo
Dopo
alcuni lustri di ricerca sulla frutta antica, compiute in prevalenza sui
territori provinciali di Parma e Reggio E. nei quali si è potuto censire tra
pere e mele un centinaio di varietà, ci siamo detti che forse restava ben poco
da scoprire.
Con
nostra sorpresa, nell’ultimo semestre del 2007, ci è stato invece possibile
osservare altre due varietà: una pera e una mela interessanti,con caratteri
differenzianti molto forti quali la loro morfologia e qualità organolettica,
che le separano nettamente da tutte quelle a noi note.
Poiché anche per queste varietà non ci è stato
possibile sapere dalle popolazioni locali con quale nome erano note in passato,
riteniamo sia corretto identificarle con il nome delle località nelle quali
sono state rinvenute, citando doverosamente il nome dello scopritore.
Con
questo nostro contributo vogliamo proporre – oltre alle due varietà di cui
sopra – altre diverse entità di frutta spontanea presenti sul nostro
territorio.
PERA DELLE GARRAPINE
Come
sopra accennato, questa varietà di pera estiva è stata individuata dagli autori
nella località “Le Garrapine” posta nelle vicinanze di Chiozza di Scandiano
(RE). Si tratta di una pianta di un centinaio di anni ca., che mostra ben
evidente il segno dell’innesto posto a ca. un metro dalla base con portamento
elegante e che si sviluppa per un’altezza di oltre
La
polpa è molto succosa, con presenza di granuli fastidiosi al palato, dal sapore
dolciastro e gradevole. L’utilizzo di questo frutto – per quanto potuto
apprendere dai residenti nella zona – era quello di farne marmellate (i
“savour”) oppure di essiccarne i pezzi dopo averlo tagliato in quattro parti
(per ottenere le “flèppe” o “sciapèle da consumarsi nel corso dell’inverno).
MELA DI PANTANO
La
pianta che presentiamo è stata individuata da un nostro socio del Gruppo
Micologico “R. Franchi”, Giancarlo Sassi (detto Caio) di Pantano, in un campo
posto nelle vicinanze dei Viali di Pantano in Comune di Carpineti (RE) ad
un’altitudine di ca.
La
mela in esame si presenta con le seguenti caratteristiche: diametro 7-
Le
predette caratteristiche rendono questo frutto molto interessante e quindi è
auspicabile una sua diffusione a mezzo di innesti per evitare la sua scomparsa.
Riteniamo che questa varietà rientri nella grande famiglia delle mele “rosa”.
|
Sorbus domestica L. |
Prugna carletta |
|
Pere delle Garrapine |
Mela di Pantano |
PRUGNA CARLETTA
Questa
varietà di prugna è molto diffusa nella zona collinare della Provincia di Reggio
Emilia ed è presente sino ad un altitudine di
Diciamo
subito che una delle caratteristiche di questo varietà di prugna è quella di
mantenere costante nel tempo le proprie qualità organolettiche e morfologiche a
differenza di quanto avviene, per esempio, nel gruppo dei mirabolani
(“cagnèt”).
Frutto
con dimensioni di 3 X
SORBUS
DOMESTICA L. 1753
( CARBĖLA)
A
differenza delle tre varietà di frutta sopra descritte, ci troviamo di fronte
ad una specie arborea ben definita che si riproduce per seme ed ancora diffusa
nei boschi sia collinari che montani.
I
nostri antenati avevano individuato nel legno di questa pianta le
caratteristiche più adatte per la costruzione di vari utensili ed attrezzi
impiegati nel lavoro dei campi. Il suo legno infatti ha un elevato peso
specifico e principalmente una durezza tale da poter essere impiegato nella
costruzione delle mazze per battere sulle tagliole di ferro o dello stesso
legno per spaccare i tronchi degli alberi abbattuti. Altro utilizzo era quello
di farne i denti per i rastrelli od i pioli delle scale.
Per
questi motivi tale specie di pianta veniva trapiantata nelle vicinanze delle
case coloniche e possiamo ancora oggi ammirare dei veri patriarchi con oltre i
duecento ani di vita, uno di questi in località Carniana di Villaminozzo (RE).
I
frutti di questa pianta, che risultano immangiabili da acerbi per la loro
elevata acredine, diventano gradevoli al palato quando raggiungono la piena
maturazione, dopo aver assunto il tipico colore marrone ed essere divenuti
molli al tatto. Il sapore della polpa è dolciastro e confondibile con quello di
altre specie spontanee quali il nespolo (Mespilus
germanica).
Patriarca di Sorbus
domestica
Patriarca di pera delle Garrapine
Indirizzi degli Autori
|
Elia Canovi Via Gorizia, 42 42100 Reggio Emilia RE ecanovi@tin.it |
Amer Montecchi Via A. Diaz, 11 42019 Scandiano RE monteivan@libero.it |
Gualberto Valentini Via dell’Eco,15 42019 Scandiano RE berto.valentini@virgilio.it |
ERBE E BACCHE
DEL NOSTRO APPENNINO
12° Contributo
Verranno
presentate le seguenti entità: Bupleurum rotundifolium L. e Geranium
macrorrhizum L. che rivestono particolare interesse per il loro
rinvenimento a distanza di parecchi anni.
Bupleurum
rotundifolium L. (Bupleuro
perfogliato)
Segnalata
diversi anni or sono (1944) per la nostra Provincia e non più trovata, questa
pianta è stata rinvenuta da G. Branchetti e G. Valentini il giorno 24.05.2008
in località Rontano, Comune di Castellarano, ad un’altitudine di
Geranium
macrorrhizum L.(Geranio
crestato)
Entità
nota soltanto per il territorio parmense riferito alla nostra Regione (Lago
Ballano).
In
seguito al ritrovamento di una diapositiva del compianto Lauro Bertani,
recentemente scomparso, con la dicitura “Torrente Liocca”, nel
Quest’anno,
rivisitando la zona situata in Comune di Ramiseto, abbiamo rinvenuto una
seconda stazione posta a ca. un kilometro più a valle della precedente ad
un’altitudine di ca. 1300 slm.
N.B.:
per le schede descrittive consultare la “Flora d’Italia” di Sandro Pignatti.
|
Bupleurum rotundifolium L. (Bupleuro perfogliato) |
Bupleurum rotundifolium L. (particolare della fioritura) |
Geranium macrorrhizum L. (Geranio crestato)
Indirizzo degli Autori
|
Gualberto Valentini Via dell’Eco, 15 42019 Scandiano RE berto.valentini@virgilio.it |
Amer Montecchi Via: Diaz, 11 42019 Scandiano RE monteivan@libero.it |
CONVENZIONE TRA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA, COMUNITA’
MONTANA DELL’APPENNINO REGGIANO E PARCO NAZIONALE DELL’APPENNINO TOSCO-EMILIANO
PER
Per
l’applicazione della Legge Regionale 6/96, per gli anni 2008-2009,
La
raccolta viene effettuata con un tesserino unico, valido su tutto il territorio
Provinciale, ivi compresi i territori del Demanio
forestale regionale, dei Consorzi Forestali costituiti ai sensi dell’art. 8
della L.R. 4 settembre 1981 n. 30 e delle proprietà collettive degli Usi Civici
legalmente riconosciute, se non espressamente inseriti nelle aree a raccolta a
fini economici di cui alla lettera a) comma 1 dell’art. 9 della L.R. 6/96; è
tuttavia previsto un apposito tesserino semestrale per la raccolta limitata al
territorio provinciale non montano e un apposito
tesserino “GIORNALIERO” per la raccolta dei funghi epigei nel solo territorio
dei soggetti convenzionati ai sensi del successivo articolo 10.
Per
gli anni 2008-2009, le tipologie dei tesserini validi sul territorio
provinciale sono le seguenti:
1)
tesserini
gratuiti, a scadenza 31 dicembre 2009, per i
residenti nei Comuni di Ramiseto, Collagna, Busana, Ligonchio e Villa Minozzo
avente validità sul territorio dei cinque comuni;
2)
tesserini
gratuiti, a scadenza 31 dicembre 2009, validi per i residenti negli altri 8
Comuni della Comunità Montana, aventi validità sul territorio comunale di
residenza;
3)
tesserino di
riconoscimento per i proprietari, affittuari e conduttori a qualunque titolo di
fondi con validità limitata al terreno di proprietà,
4)
tesserini a
pagamento, a scadenza annuale, validi per i residenti negli altri 8 Comuni
della Comunità Montana;
5)
tesserino unico
semestrale a pagamento valido per la raccolta nel territorio provinciale non
montano;
6)
tesserini a
pagamento validi su tutto il territorio provinciale per i seguenti periodi:
- giornaliero;
- settimanale;
- mensile;
- semestrale;
7)
tesserini per i turisti e villeggianti nei
Comuni di Ramiseto, Collagna, Busana, Ligonchio e Villa Minozzo (di seguito
nominati del crinale), validi nell’ambito dei 5 Comuni stessi limitatamente ai
giorni di permanenza, per i seguenti periodi:
- giornaliero;
- settimanale;
- mensile;
- semestrale;
Nell’applicazione della seguente convenzione si
definiscono turisti e villeggianti:
-
i possessori di
case o appartamenti nei comuni del crinale;
-
gli affittuari di
case o appartamenti ricadenti nel territorio dei comuni del crinale per un
periodo di almeno 15 giorni;
-
gli ospiti di
strutture ricettive (Alberghi, Hotel, Ostelli, Rifugi, B&B, Bungalow, ecc.)
ricadenti nei comuni dell’alto crinale per almeno 7 giorni consecutivi;
-
i titolari di
piazzole di campeggio ricadenti nei comuni dell’alto crinale per almeno 7
giorni consecutivi.
8)
tesserino giornaliero per i residenti nei
comuni della Comunità Montana non ricompresi tra quelli del crinale, validi su
tutto il territorio provinciale;
9) tesserino giornaliero per la raccolta dei
funghi epigei nei soli territori dei soggetti convenzionati di cui al
successivo art.10.
Per ognuno degli anni 2008 e 2009 il numero massimo dei
tesserini da rilasciarsi, distinti per tipologia, è così determinato:
-
tesserini gratuiti
per i residenti nei 5 Comuni di alto
crinale: n.9.000
-
tesserini gratuiti
per i residenti negli altri 8 Comuni montani:
n.20.000
-
tesserini gratuiti
per i proprietari di terreni nel
territorio reggiano del Parco nazionale: n.6.000
-
tesserino annuale
per i residenti negli altri 8 Comuni montani: n.6.000
-
tesserino
giornaliero per i residenti negli altri 8 Comuni montani: n.8.000
-
tesserino
semestrale per la raccolta nel territorio non montano: n.5.000 .
-
tesserini validi
su tutto il territorio provinciale:
giornaliero n.18.000
settimanale n.2.000
mensile n.2.000
semestrale n.4.500
-
tesserini per turisti e villeggianti nei 5 comuni del crinale:
giornaliero
n.5000
settimanale
n.1500
mensile
n.1500
semestrale
n.2.000
-
tesserino giornaliero per la raccolta dei funghi epigei nei soli
territori
dei soggetti convenzionati di
cui al successivo art.10: n.10.000
Art. 5
I
costi del rilascio dei tesserini sono così determinati:
-
tesserino per i residenti nei 5 comuni del crinale (valido per tutto il
territorio dei 5 comuni del crinale, compreso quello dei soggetti convenzionati
di cui all'art. 10): gratuito
-
tesserini per i
residenti negli altri 8 comuni della Comunità Montana (valido sul territorio
del Comune di residenza) gratuito
-
tesserino di
riconoscimento “r” per i proprietari, affittuari e conduttori a qualunque
titolo di fondi con validità limitata al terreno di proprietà gratuito
- tesserini
per i residenti negli altri 8 Comuni montani: € 20,00
giornaliero valido nel territorio provinciale, escluso
il territorio dei sogetti convenzionati di cui all'art. 10: € 5,00
·
annuale
valido su tutto il territorio provinciale
- tesserino unico semestrale per la raccolta
nel territorio non montano: € 8,00
- tesserini
validi su tutto il territorio provinciale:
giornaliero valido nel territorio provinciale, escluso
il territorio dei soggetti convenzionati di cui all'art. 10, per soggetti non
residenti nei Comuni della Comunità Montana: € 7,50
giornaliero valido nei soli territori dei Consorzi
convenzionati, per soggetti non residenti nei Comuni della Comunità Montana:
€ 7,50
·
settimanale € 15,00
·
mensile € 46,00
·
semestrale € 77,00
- tesserini per turisti e villeggianti nel
territorio dei cinque comuni di alto crinale:
giornaliero valido nel territorio dei cinque comuni del
crinale, escluso il territorio dei soggetti convenzionati di cui all'art. 10:
€ 3,50
tesserini
di durata superiore: 50% del costo dei tesserini validi su tutto il territorio provinciale.
I tesserini gratuiti per
i residenti nei 5 Comuni del crinale (con validità sul territorio dei 5
comuni), i tesserini gratuiti per i residenti negli altri 8 comuni della
Comunità Montana (con validità sul territorio del comune di residenza) nonché i tesserini gratuiti per i proprietari dei terreni
ricadenti nel Parco Nazionale e nell’ex parco e pre parco del Gigante di cui
all’art. 5, rilasciati nell’anno 2007, hanno validità fino a tutto il 2009 se
accompagnati da un documento di riconoscimento e qualora non siano mutate le
condizioni soggettive che ne hanno determinato il rilascio.
I tesserini gratuiti
verranno rilasciati dall’ente preposto avvalendosi della collaborazione degli
Enti pubblici territorialmente interessati.
Il rilascio dei tesserini non gratuiti verrà effettuato
dall’ente preposto, in conformità a quanto previsto dall’art. 4 – comma 2 –
della richiamata L.R. n. 6/96, avvalendosi della collaborazione degli Enti
pubblici e, previa stipula di apposita convenzione, dei pubblici esercizi
operanti nel territorio provinciale.
Con separato accordo verranno definiti criteri,
modalità e percentuali del riparto del ricavato dei tesserini tra gli enti
sottoscrittori.
Gli Enti sottoscrittori si impegnano a destinare le
quote di rispettiva competenza al finanziamento di iniziative di ricerca
scientifica, di educazione ambientale e di divulgazione, alle manutenzioni e
arredo dei sentieri e aree di sosta e ad altri interventi di recupero
ambientale sul territorio.
I Consorzi Forestali costituiti ai sensi dell’art. 8 della L.R. 4
settembre 1981, n. 30, le cooperative agricole nonché le proprietà collettive
soggette ad Uso Civico legalmente riconosciuto debbono, qualora intendano
riservarsi la raccolta esclusiva a fini economici sui propri territori senza
limitazioni né quantitative né temporali, farne espressa richiesta alla
Comunità Montana. Tale richiesta, per essere accolta, dovrà essere corredata da un sufficientemente dettagliato
piano di conduzione silvocolturale dei propri terreni allo scopo di garantire
il mantenimento delle condizioni di equilibrio morfologico e idrologico nonché
la capacità di autorigenerazione dell’ecosistema. I fondi dei soggetti
collettivi in cui si intende riservare la raccolta ai soli aventi diritto
dovranno essere resi riconoscibili da apposita tabellazione. Le tabelle
dovranno essere conformi allo specifico modello regionale.
I soggetti di cui al precedente articolo
che intendono, invece, consentire la raccolta dei funghi epigei nel proprio
territorio anche a quanti risultano in possesso di un tesserino autorizzatorio rilasciato
dagli Enti competenti, possono stipulare apposite convenzioni con
Per i proprietari di terreni ricompresi
all'interno del perimetro del Parco nazionale ricadente in provincia di Reggio
Emilia, come risulta dalla cartografia
definita nei Fogli IGM 1:50.000 allegati al D.P.R. 21 Maggio 2001, nonché di
quelli ricadenti nel perimetro dell’ex
pre parco e parco regionale del Gigante, l'autorizzazione alla raccolta è gratuita ed ha validità sul territorio dei
cinque comuni del crinale.
L'autorizzazione per i proprietari di cui
al comma 1 è equiparata all'autorizzazione dei residenti nei Comuni del crinale
in quanto a giornate di validità di raccolta e quantitativi.
La raccolta è pertanto consentita nei giorni di
martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica come previsto all'art. 13, e la
quantità massima giornaliera a persona è di
La quantità massima della raccolta giornaliera nel
territorio provinciale viene fissata in kg. 3, di cui non più di
La quantità massima della raccolta giornaliera nel
territorio montano, fatti salvi i limiti per le specie sopra richiamate, viene
fissata in kg. 5 per i soli residenti
nei comuni del territorio montano.
La raccolta è consentita
nel territorio provinciale nei giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica,
nelle ore diurne, da un’ora prima della levata del sole ad un ora dopo il
tramonto del sole, fatte salve le agevolazioni di cui all’art. 5 comma 4 e
all’art. 10 della L.R. n. 6/96. Nel territorio montano la raccolta è consentita
ai soli residenti anche nel giorno di mercoledì.
L’ente preposto
provvederà al rilascio gratuito del tesserino di riconoscimento previsto
dall’art. 10 della L.R. n. 6/96, a favore dei soggetti indicati in tale norma.
Gli Enti sottoscrittori, di concerto,
potranno individuare sul proprio territorio le aree osservatorio secondo quanto
disposto al comma 2 dell’art. 9 della L.R. n. 6/96.
Gli Enti sottoscrittori si impegnano, inoltre, a dare
massima attuazione, in merito agli indirizzi e ai programmi applicativi delle
funzioni delegate, alle necessarie consultazioni delle organizzazioni sindacali
e professionali maggiormente rappresentative e delle associazioni
ambientalistiche, naturalistiche e micologiche, come previsto dal comma 5, art.
3, della L.R. 6/96.
La vigilanza per l’applicazione della L.R. 6/96 e della
presente convenzione è effettuata dal personale individuato dall’art. 21 della
predetta Legge e dal personale del C.T.A. del Parco nazionale per il territorio
di competenza.
In particolare
La presente Convenzione
ha validità fino al 31/12/2009.
Per quanto non espressamente stabilito dalla presente
convenzione si rimanda alle disposizioni della L.R. 6/96.
CALENDARIO DI MASSIMA DELLE ATTIVITA’ 2008/2009 DEL GRUPPO“R. FRANCHI”
REGGIO E.
|
14 sett. 08 |
Mostra del Fungo alla
“Festa del fungo” a Civago |
|
20 sett. 08 |
Ore 15,30 “Alcuni tra i più
comuni funghi commestibili e i loro sosia pericolosi” presso Centro
Polivalente di Ramiseto |
|
27-28 sett. 08 |
Mostra del Fungo presso |
|
2- 5 ottobre 08 |
XIII
Seminario Internazionale sui funghi epigei sul tema “Russulales e Boletales” a
Busana |
|
11-12 ott 08 |
VII Giornata Nazionale
della Micologia con XXXIII Mostra
Reggiana del Fungo e XV Mostra delle Erbe e Bacche presso la ”Sala
Contrattazioni” della Camera di Commercio al Centro Fiere di Mancasale (RE) |
|
16-19 ott 08 |
I°
Convegno internazionale di ricerca e studio nei territori vittadiniani dell'Oltrepò
Pavese" - .IX Seminario internazionale sui funghi ipogei Borgo Priolo (Pv) Agriturismo
Torrazzetta |
|
19 ott. 08 |
Mostra del Fungo a Baiso |
|
25-27 ott 08 |
Mostra del Fungo presso |
|
1-2 nov. 08 |
Giornate micologiche –
naturalistiche a Fola di Albinea |
|
9 nov. 08 |
Mostra del Fungo presso la “Sagra
del Tartufo” a Viano (RE); |
|
16 nov. 08 |
Uscita didattica per
raccolta funghi nel Querciolese (Viano - RE) con polentata finale presso la
casa del Presidente Ulderico Bonazzi |
|
dic. 08 (data da
definire) |
Bicchierata augurale di fine
anno sociale (sede da definire) |
|
26 gen. 09 / 31 maggio.
2009 |
Corso di micologia |
|
Aprile (data da
definire) |
Uscita didattica per
raccolta funghi |
|
Maggio –giugno 09 |
Uscita didattica per
raccolta funghi |
|
sett. 09 |
Giornata di raccolta e studio;
Mostra del Fungo presso |
|
10-11 ott 09 |
VIII Giornata Nazionale
della Micologia con XXXIV Mostra
Reggiana del Fungo e XV Mostra delle Erbe e Bacche presso la ”Sala
Contrattazioni” della Camera di Commercio al Centro Fiere di Mancasale (RE) |
|
ott. 09 |
Mostra del Fungo a Baiso;
Mostra del Fungo presso |
|
nov. 09 |
Giornate micologiche –
naturalistiche a Fola di Albinea e Mostra del Fungo; Mostra del Fungo presso
la “Sagra del Tartufo” a Viano (RE); Uscita didattica per raccolta funghi nel
Querciolese (Viano - RE) con polentata finale presso la casa del Presidente
Ulderico Bonazzi |
|
dic. 09 |
Bicchierata augurale di
fine anno sociale (sede da definire) |
|
26 gen. 08 / 1 giu. 09 |
Corso di micologia |
|
Aprile (data da
definire) 09 |
Uscita didattica per
raccolta funghi |
|
Maggio –giugno 09 |
Uscita didattica per
raccolta funghi |
|
sett. 09 |
Giornata di raccolta e
studio; Mostra del Fungo presso |
|
10-11 ott 09 |
VII Giornata Nazionale
della Micologia con XXXIII Mostra
Reggiana del Fungo e XV Mostra delle Erbe e Bacche presso la ”Sala
Contrattazioni” della Camera di Commercio al Centro Fiere di Mancatale (RE) |
|
ott. 09 |
Mostra del Fungo a Baiso;
Mostra del Fungo presso |
|
nov. 09 |
Giornate micologiche –
naturalistiche a Fola di Albinea e Mostra del Fungo; Mostra del Fungo presso
la “Sagra del Tartufo” a Viano (RE); Uscita didattica per raccolta funghi nel
Querciolese (Viano - RE) con polentata finale presso la casa del Presidente
Ulderico Bonazzi |
|
dic. 09 |
Bicchierata augurale di
fine anno sociale (sede da definire) |
Inoltre sono previste una o due uscite
didattiche per raccolta funghi fuori provincia, in data e località da definire.
Si prevedono uno o più fine settimana di studi micologici, in data da definire,
nei periodi più interessanti per la raccolta funghi. La sede del Gruppo “R.
Franchi”, in Via Amendola 2 (presso ex Istituti Psichiatrici San Lazzaro) a
Reggio Emilia, è aperta a tutti gli interessati ogni lunedì sera dalle 21,00
alle 23,00 (nei periodi di maggior raccolta anche il venerdì sera con gli
stessi orari) per consulenze e dibattiti sui funghi.
Il presente calendario potrà subire
variazioni in relazione all’andamento stagionale e ad impegni al momento non
programmabili. Il Gruppo Micologico e Naturalistico “R. Franchi” è a
disposizione, nei limiti di tempo derivanti dagli impegni dei suoi esperti
micologi, per altre iniziative da concordare con Associazioni ed Enti vari.
Il calendario aggiornato delle iniziative del Gruppo si trova all’indirizzo INTERNET:
http://space.comune.re.it/micologico
Il nostro indirizzo e-mail è:
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|
|
ITALIA
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ESTERO
|
Soci
|
€ 25,00 |
€ 25,00 + € 4,00 (per spese postali) |
|
Familiari |
€ 1,60 |
€ 1,60 |
|
Soci Sostenitori |
oltre € 30,00 |
|
Il
versamento della quota potrà essere fatto direttamente in sede o sul c.c.p. N°
10550424 intestato a "Il Fungo" o sul c.c.b. 6793/I, intestato a
Gruppo Micologico "R. Franchi", Agenzia 5, BIPOP CARIRE
I
Gruppi, gli Enti, le Associazioni che siano interessate a ricevere regolarmente
"Il Fungo" dovranno versare € 5,50 per rimborso spese postali. I
soci di altri Gruppi A.M.B. potranno, in base allo statuto, divenire anche
nostri soci, ricevendo in tal modo regolarmente le nostre pubblicazioni
periodiche “IL FUNGO” e “IL FUNGO REGGIANO”, versando la quota di € 13,00 più,
se residenti all’estero, € 4,00
per spese postali.
Tutti i lunedì sera ore
21,00 la sede del Gruppo Micologico e Naturalistico "R. Franchi" Via
Amendola 2 (presso ex Istituto Neuropsichiatrico S. Lazzaro) è aperta al
pubblico per incontri, dibattiti e consulenza sui funghi.
Per aumentare le disponibilità economica del Gruppo al fine
di migliorare la sua capacità di iniziativa
il Direttivo invita tutti a farsi Soci Sostenitori
[1] in sigla A.P.A.T.; l'Agenzia, sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed al
controllo della Corte dei Conti, svolge, in base all’Art. 38, comma 2, del Decreto
Legislativo n. 300 del 30/07/1999, “...compiti ed attività
tecnico-scientifiche di interesse nazionale per la protezione dell'ambiente,
per la tutela delle risorse idriche e della difesa del suolo, ivi compresi
l'individuazione e delimitazione dei bacini idrografici nazionali e interregionali.” In pratica è
l’Agenzia nazionale che fornisce le indicazioni tecniche alle ARPA regionali.
[2] Tutela del patrimonio forestale; Protezione delle specie selvatiche;
Biomonitoraggio del suolo; Tecniche di ripristino ambientale; Sistema Informativo
Geografico della diversità ambientale.
[3] Tecnico del Laboratorio chimico presso Enìa, sede di
Reggio Emilia (ex Azienda Gas Acqua Consorziale)
[4] Direttore del Laboratorio Cantonale di Microbiologia
di Bellinzona (Svizzera)
[5]Il programma completo dei seminari, così come
l’informazione completa su tutto il progetto, è consultabile sul sito
dell’APAT: www.apat.gov.it
[6] Il Comitato Scientifico è così composto: Dr. Carmine Siniscalco
(Presidente) (APAT NAT-DIR); Dr.ssa Anna Benedetti (Consiglio per
[7] Questo è uno degli aspetti più delicati nelle ricerche
di questa natura (per la nostra come per tutte le altre): il confronto dei dati
è condizione necessaria per lo sviluppo della ricerca, ma bisogna creare le
condizioni “a priori” perché ciò sia possibile. Così come é decisivo seguire
metodiche analitiche “standardizzate” è altrettanto importante che ricercatori
diversi chiamino nello stesso modo le stesse specie, oppure che si sappia,
qualora si seguano tassonomie o sistematiche diverse, attraverso una chiara
conoscenza delle sinonimie, risalire da un taxon all’altro. Il Codice
Internazionale di Nomenclatura Botanica da certamente dei riferimenti
importanti ma, come ben sanno gli addetti ai lavori, molte questioni
tassonomiche e sistematiche continuano a rimanere aperte.
[8] Finora sono state descritte circa 1.700.000 specie diverse di piante, animali, invertebrati, microrganismi. Molte di più ne esistono in natura, circa 13 milioni di specie