Amministrazione Provinciale R.E.

Amministrazione Comunale R.E

I Circoscrizione R.E.

Gruppo micologico "G. Bresadola"

Sez. "R. Franchi" R.E

organizzano nei giorni 5-6-7 ottobre presso l'edificio

"ex stalloni" via Dante 11 sala "Carrozze" la

X MOSTRA REGGIANA DEL FUNGO

 

Programma

SABATO 5 ore 10-13

Apertura Mostra per le scuole

ore 16

Inaugurazione ufficiale

ore 17

In sala attigua seminario su "La raccolta dei funghi e la normativa vigente"

 

Relazioni:

"La salvaguardia dei prodotti di sottobosco diritto dovere istituzionale

dell'Amministrazione Provinciale"

relatore arch. Oddo Torelli Assessore Provinciale Pianificazione

Territoriale, Tutela dell'Ambiente e Difesa del Suolo

"Proposte suggerimenti per migliorare la caotica giungla normativa sulla

raccolta dei funghi, sì da giungere ad una più positiva salvaguardia nel

rispetto dei diritti del ricercatore scientifico, del raccoglitore e del proprietario"

relatore prò/. Ulderico Bonazzi Presidente Sez. "R. Franchi" del Gruppo

Micologico "G. Bresadola"

"La raccolta dei prodotti di sottobosco: limiti posti dal diritto civile

italiano e dalle leggi regionali tuttora in vigore"

relatore un tecnico della Regione Emilia Romagna

 

ore 20

Sospensione attività pomeridiane

ore 21-23

Riapertura Mostra e proiezioni

DOMENICA 6 ore 10-13 16-23

Apertura Mostra

ore 21-23

Proiezioni

LUNEDÌ 7 ore 8,30-13 14,30-18

Apertura Mostra

Le scuole che intendessero portare gli alunni in visita sono pregate di prenotare per tempo, telefonando alla

Scuola Media Regnano tei. 842135 onde evitare ingorghi .ed assembramenti eccessivi.

 

 

 

UN DECENNIO DENSO DI ATTIVITÀ

 

Nel dicembre del 1975 tra Natale e Capodanno si teneva, presso una saletta gentilmente concessa dalla parrocchia di S. Alberto a R.E., la riunione costitutiva della nostra sezione, presenti 25 soci fondatori. In tale riunione veniva deliberato, oltre la costituzione della sezione, l'intitolazione della medesima al prof. Renzo Franchi deceduto improvvisamente l'anno prima, quando già insieme allo scrivente aveva concordato di dar vita a Reggio ad una sezione del Gruppo "Bresadola", ed infine la costituzione del primo direttivo di 7 persone con presidente il Prof. Bonazzi Ulderico e segretario il Prof. Corradini Pier Luigi.

Nel 1976 si giunse a chiusura del tesseramento a una settantina di soci.

Il maggior problema da affrontare immediatamente fu la ricerca di una sede, che trovò una prima soluzione presso il costituendo Ristorante "Amarcord" via Martiri di Cervarolo. La prima uscita del Gruppo fu un'uscita libera con punto d'incontro finale proprio il Ristorante "Amarcord" ed ebbe luogo il 25 aprile 1976: in quella occasione i nostri soci Montecchi Amer e Baschieri Pier Giorgio raccolsero un bellissimo cesto pieno di Tricholoma Georgii e Mitrophora hybrida, fungo quest'ultimo che conoscemmo con tale nome per la prima volta. Già in quell'anno ogni mese si fece un'uscita insieme e si allestì in settembre la I Mostra Provinciale del Fungo, presso il Palazzetto del Capitano del Popolo (E.P.T.) con notevole successo di pubblico; in tale occasione presentammo una critica costruttiva al progetto di legge di minoranza per la tutela dei prodotti di sottobosco. Il primo anno sociale si concluse allegramente a Bebbio di Carpineti con un'uscita per la raccolta di funghi ed una polentata presso il Castello di Bebbio, ospitante il nostro socio, allora membro di direttivo, Arch. Prodi Quintilio. L'anno 1977 risultò molto travagliato in quanto sfrattati dalla sede, sino al settembre non avemmo la possibilità di entrare nella Gabella Daziaria di Porta S. Pietro messa a nostra disposizione dal Comunedi R.E..

Nel 1978 tenemmo il primo corso provinciale per neofiti ed iniziammo anche a fare conferenze e brevi corsi in provincia.

Nel 1983, di nuovo sfrattati, rimanemmo ancora senza sede alcuni mesi prima di raggiungere l'attuale sede in via Amendola 2 offertaci dalla U.S.L. 9. I soci nel frattempo sono notevolmente aumentati per superare nel 1985 i 300 fra effettivi, associati e familiari.

Il nostro Gruppo era sorto con i seguenti fini: aiutarci a vicenda in una sempre più approfondita conoscenza della Micologia; trasmettere agli altri le nostre conoscenze; fornire anche a coloro che guardano ancora ai funghi solo come a un succulento e gustoso piatto consulenza e consigli idonei per evitare spiacevoli conseguenze; salvaguardare la natura dai vandalismi che spesso molti raccoglitori operano; difendere il diritto di tutti i cittadini di avvicinarsi al mondo dei funghi, pur nel rispetto della natura dai vandalismi che spesso molti raccoglitori per ignoranza operano; difendere il diritto di tutti i cittadini di avvicinarsi al mondo dei funghi, pur nel rispetto della natura e dei diritti degli altri.

I dati che si possono leggere sulle nostre attività di questo decennio sono certamente confortanti e dimostrano che la nostra sezione ha intensamente operato nelle linee propostesi. Infatti almeno 15 dei nostri soci sono in grado di riconoscere con buona attendibilità 150 specie diverse di funghi ed alcuni anche molte di più. I corsi sempre più numerosi e diffusi in provincia, le mostre che ogni anno si ripetono, i nostri incontri settimanali aperti al pubblico hanno dato e danno la possibilità di avvicinare migliaia di cittadini alla micologia.

Le consulenze offerte sia durante le uscite o gite, sia due volte alla settimana presso la nostra sede (lunedì e venerdì dalle 21 alle 23) ed inoltre dai nostri soci più preparati anche presso la propria abitazione, hanno potuto soddisfare le esigenze culinarie di moltissimi. In tutte le manifestazioni ed in particolare in occasione di incontri con studenti, abbiamo cercato di fare capire il modo più corretto di agire nella raccolta dei funghi sia per la salvaguardia personale, che degli altri raccoglitori e della natura. Non si è mai trascurato di dare suggerimenti e di fare critiche costruttive a proposte di legge ed a regolamenti sulla raccolta dei funghi, sino a giungere a sostenere economicamente in una causa legale contro il Comune di Collagna due nostri soci, causa che si concluse a nostro favore. Nel 1984 inoltre la nostra sezione ha pubblicato la "Guida ai funghi del Reggiano" e si ripropone per il prossimo anno di arrivare ad una pubblicazione sui funghi ipogei (tartufi).

Credo quindi non sia ottimistico valutare positivamente l'attività di questo primo decennio della nostra sezione che attualmente è anche, in base al numero degli iscritti, la quarta delle più di 60 sezioni del Gruppo "G. Bresadola" di Trento.

Bonazzi Ulderico

 

 

 

UNA RUSSULA ABBONDANTE MA POCO CONOSCIUTA

Russula romellii R. Maire 1910

di Giuseppe Donelli, via Tragni 16 Gattatico R.E.

 

Russula romellii è, da giugno a settembre, una delle specie più frequenti sotto le diverse latifoglie della collina e della Montagna reggiana; poco frequente sotto quercia, dove assume colorazioni meno vivaci, la troviamo abbondante,

quasi come cyanoxantha e vesca, sia sotto castagno che sotto faggio, ma poco conosciuta dai raccoglitori, nonostante unisca alla quantità una buona commestibilità.

Si riconosce, anche se presenta una grande variabilità di colori, per il suo portamento robusto (cap. 6-14 cm., gambo 6-10 x 1,5-2,5 cm.), per il cappello con pellicola untuosa e brillante in cui predominano al margine i colori violetto, lillà vinato, rosso vinato, e al centro tonalità bruno olivastre. Si possono trovare carpofori completamente giallo verdastri o di un viola vinato scuro al margine e quasi nero al centro, oppure nella forma "alba" (4) essa ci appare bianco avorio con tendenza al crema alutaceo. Le lamelle, inizialmente crema e serrate, a maturità si colorano di un bei giallo arancio, divengono spaziate e liberano una sperata di un giallo intenso. Il gambo è bianco, a volte rigonfio alla base, dove tende ad imbrunire; la carne è bianca, dolce e quasi senza odore. La reazione al fenolo è normale: bruno cioccolata; positiva, ma poco intensa al guaiaco; aranciato pallido al solfato di ferro.

Per chi ha il microscopio e ha ancora voglia di sleggiucchiare: Spore piccole 6,6-8,3x5,5-6, 9 μm ovoidali, a verruche verso 0,7-1 μm piω o meno crestate-reticolate. Spore in massa giallo oro più o meno intenso. Pellicola pileica con peli ramificati e lungamente attenuati verso l'alto, dermatocistidi rari e gracili, distinguibili con difficoltà, appena grigio pallido alla SV.Basidi: 34-57x9-12 μm. Cistidi: 70-82x8-11 μm, cilindracei ottusi o acuminati di non agevole osservazione.

Raccolte: Pulpiano (quercia), Cerreto (faggio), Nismozza (castagno, in questa località rinvenuta anche la forma"alba"), Marcia (castagno), Febbio (faggio), Succiso (faggio), Ligonchio (faggio).

NOTE

Russula romellii appartiene alla sezione Polychromae R. Maire emend. sottosezione Integrinae R. Maire s.s. (1).

Russala olivacea e alutacea differiscono per il gambo pennellato di rosa rosso e la diversa reazione al fenolo, inoltre Russula olivacea presente pellicola pileica grinzosa e opaca; Russula carpini ha margine fortemente scanalato e un cappello con colorazione verdastra a macchie da rosso porpora a rosso ciliegia, le spore presentano aculeiforti e isolati e sembra crescere solo sotto carpino (3), mentre Russula curtipes ha il cappello con colori opachi e gambo molto corto rispetto al diametro del cappello, ed è esclusiva forse del faggio.

Conviene infine ricordare che questa Russula è stata interpretata in modo diverso o, secondo i punti di vista, male interpretata dai vari esperti. (2)

Sotto l'influenza dei micologi cecoslovacchi Melzer e Zvara, la maggioranza degli europei, di scuola non francese, chiama Russula romellii di Maire Russula alutacea, mentre la loro romellii è una russula con cappello in prevalenza rosso, che corrisponde a Russula rubroalba (Singer) Romagnesi (1).

BIBLIOGRAFIA

(1) Romagnesi H. - Russules d'Europe et d'Afrique du nord, Ed. Bordas 1967

(2) Blum J. - Les Russules, Enc. Myc. XXXII, Paris

(3) Michael-Hennig-Kreisel, Handbuch fùr Pilzfreunde 5,

Ed. Verlag-Stuttgart 1983

(4) Marchand A. - Champignons du nord et su midi Tome 5,

Ed. Hachette 1977.

 

 

 

a)L'inibizione alle produzione di pigmento rosso è causata da fattori non estemporanei, ma propri del micelio, che

sfuggono alla osservazione microscopica. Questi fattori potrebbero essere:

a.l) una differenziazione genetica già stabilizzata, prodotta non già dalla influenza dell'ambiente, ma da "fonti interne" di variazione (p. es. ricombinazione genica)

a2) L'età del micelio. La capacità di sintetizzare il pigmento rosso potrebbe essere funzione dell'età del micelio. Con ciò si spiegherebbero le raccolte, più rare, di esemplari straordinariamente pigmentati di rosso nel gambo e nei pori, che ci riserviamo di documentare in altra occasione.

b) La produzione di pigmentazione rossa dei carpofori è bloccata da fattori estemporanei estranei al micelio, come parassiti animali o vegetali, di dimensioni tali da sfuggire alla osservazione al microscopio ottico (riteniamo questa ipotesi molto improbabile).

Ricordiamo che nella letteratura micologica specializzata sui boleti, dal Singer (2) al Dermek-Pilat (3) al già citato Blum (4), non si fa cenno di raccolte a pori e gambo gialli di B. satanas LENZ. L'unica segnalazione di cui siamo al corrente (5) è di E.W. Ricek che in "Schweizerische Zeitschrift fùr Pilzkunde" 1969, n. 7 segnala raccolte prive, o quasi, di pigmentazione rossa sul gambo e nei pori. Vengono pure citate raccolte a margine pileico rosato. È bene rimarcare che la quasi assenza di pigmento rosso nel gambo e sui pori unitamente alla colorazione rosa ciclamino del margine del cappello avvicina B. satanas a B. pseudofechtneri n. pr. (6), che rimane pur sempre ben distinto dall'odore diverso e dalle spore più lunghe e strette. B. pseudofechtneri è specie oramai tradizionalmente consumata nella nostra provincia, anche se probabilmente indigesta. Riteniamo pertanto che talune delle lievi intossicazioni imputate a pseudofechtneri mal cotto possano essere state prodotte da queste insidiose forme di Boletus satanas, che condividono spesso l'habitat di pseudofechtneri (boschi di Quercus pubescens ed Ostrya carpinifolia in terreno calcareo argilloso).

Abbreviazioni usate nella micrografia: S: spore - B: basidi - A: articoli terminali della cuticola - C: pleurocistidi - CC: caulocistidi. Il segmento rappresentato a fianco di ciascun particolare microscopio misura 10 μm.

Abstract:

THÈ BOLETUS SATANAS WITH YELLOW PORES AND STEM

Thè author points out thè numerous findings in thè hills near Reggio Emilia of Boletus satanas LENZ forms lacking in red pigment in thè pores and in thè stem. Some hypotheses are suggested to explain thè phenomenon.

BIBLIOGRAFIA

  1. Blum J., 1969 - Révision des Bolets, hutième note, Paris; p. 220

(2) Singer R., 1967 - Die Róhriinge, Teil II, Bad Heiibrunn.

(3)Dermek A., Pilat A., 1974 - Poznavajme huby, Veda.

(4) Blum J. 1968-69 - Révision des Bolets, premiere-huitième note, Paris.

(5) Arietti N., Tornasi R., 1975 - I funghi velenosi, Bologna; pp. 169-170

(6) Cicognani A., Nuova forma critica del Boletus fechtneri, in Bollettino

del Gruppo micologico Bresadola, Trento, n. 3-4 1978; pp. 106-113.

tel. 843678 entro il 28/10/85

 

 IL BOLETUS SATANAS A PORI E GAMBO GIALLI

di Giampaolo Simonini, piazza Valisneri 2 Reggio Emilia

 

II micologo francese Jean Blum, nella sua "Révision des bolets" (1) mette in guardia il lettore "sur l'humeur vagabonde du pigment chez lez bolets".

Chi si occupa di boleti, infatti, resta talvolta disorientato a causa della assenza di pigmentazione rossa in specie in cui tale pigmentazione è considera a un carattere tipico o, viceversa, per la comparsa occasionale di pigmento rosso in specie che normalmente non lo presentano. Tali fenomeni rientrano nel normale "range" di variabilità cromatica interspecifica e non devono stupire. Osservando il comportamento cromatico di Boletus satanas LENZ come conseguenza delle condizioni ambientali di sviluppo dei carpofori abbiamo osservato più volte che gli esemplari cresciuti con il tempo siccitoso e in terreno nudo presentano generalmente i caratteri tipici mentre quelli sviluppatisi dopo le piogge e sotto uno spesso strato di foglie presentano spesso una sfumatura rosa ciclamino al margine del cappello e pori meno colorati, quasi che un pigmento idrosolubile fosse migrato dai pori al pileo durante lo sviluppo del primordio.

Questa interpretazione elementare del comportamento cromatico di Boletus satanas non riesce però a spiegare le raccolte, per nulla infrequenti nella nostra provincia, di esemplari privi completamente (o quasi) della consueta pigmentazione rossa, sia nei pori, sia nel gambo, che si presentano pertanto di un bei colore giallo limone. Solamente una tenue colorazione porpora-ciclamino rimane talvolta confinata alla base dello stipite e sul margine del cappello. Tali raccolte vengono spesso effettuate in concomitanza cronologica e topologica di raccolte di esemplari tipici. In particolare, una raccolta (boschetto di Quercus pubescens, lungo la strada provinciale Felina-Villaminozzo in prossimità dell'abitato di Calizzo (R.E.) di esemplari privi (o quasi) di pigmentazione rossa (vedi foto), presentava esemplari assolutamente tipici a pochi centimetri di distanza. La disposizione sul terreno dei carpofori faceva pensare alle produzioni di due miceli distinti. Tutti gli esemplari raccolti presentavano le stesse caratteristiche organolettiche (odore cadaverico) e microscopiche (spore tipicamente corte e larghe con valore medio del rapporto tra lunghezza e larghezza intorno a 2,25-2,30) che li facevano immediatamente ascrivere (tipici e atipici) a Boletus satanas LENZ. Gli esemplari atipici sono stati essiccati in erbario (Typus 310883GS058) e sono disponibili per ulteriori studi. Da questi esemplari è tratta la micrografia presentata.

Riteniamo che il diverso aspetto cromatico di questi B. satanas "gialli" non possa essere spiegato attraverso l'influenza di fattori climatici ed ambientali, data la presenza, più volte riscontrata, di esemplari tipici a breve distanza nello stesso stadio di sviluppo.

Riguardo alle possibili cause del singolare fenomeno, possiamo azzardare le ipotesi seguenti:

a) L'inibizione alle produzione di pigmento rosso è causata da fattori non estemporanei, ma propri del micelio, che sfuggono alla osservazione microscopica. Questi fattori potrebbero essere:

al) una differenziazione genetica già stabilizzata, prodotta non già dalla influenza dell'ambiente, ma da "fonti interne" di variazione (p. es. ricombinazione genica)

a2) L'età del micelio. La capacità di sintetizzare il pigmento rosso potrebbe essere funzione dell'età del micelio. Con ciò si spiegherebbero le raccolte, più rare, di esemplari straordinariamente pigmentati di rosso nel gambo e nei pori, che ci riserviamo di documentare in altra occasione.

b) La produzione di pigmentazione rossa dei carpofori è bloccata da fattori estemporanei estranei al micelio, come parassiti animali o vegetali, di dimensioni tali da sfuggire alla osservazione al microscopio ottico (riteniamo questa ipotesi molto improbabile).

Ricordiamo che nella letteratura micologica specializzata sui boleti, dal Singer (2) al Dermek-Pilat (3) al già citato Blum (4), non si fa cenno di raccolte a pori e gambo gialli di B. satanas LENZ. L'unica segnalazione di cui siamo al corrente (5) è di E.W. Ricek che in "Schweizerische Zeitschrift fur Pilzkunde" 1969, n. 7 segnala raccolte prive, o quasi, di pigmentazione rossa sul gambo e nei pori. Vengono pure citate raccolte a margine pileico rosato. È bene rimarcare che la quasi assenza di pigmento rosso nel gambo e sui pori unitamente alla colorazione rosa ciclamino del margine del cappello avvicina B. satanas a B. pseudofechtneri n. pr. (6), che rimane pur sempre ben distinto dall'odore diverso e àalle spore più lunghe e strette. B. pseudofechtneri è specie oramai tradizionalmente consumata nella nostra provincia, anche se probabilmente indigesta. Riteniamo pertanto che talune delle lievi intossicazioni imputate a pseudofechtneri mal cotto possano essere state prodotte da queste insidiose forme di Boletus satanas, che condividono spesso l'habitat di pseudofechtneri (boschi di Quercus pubescens ed Ostrya carpinifolia in terreno calcareo argilloso).

 

 

Abbreviazioni usate nella micrografia: S: spore - B: basidi - A: artìcoli terminali della cuticola - C: pleurocistidi -. CC: caufocistidi. Il segmento rappresentato a fianco di ciascun particolare microscopio misura 10 μm.

 

Abstract:

THE BOLETUS SATANAS WITH YELLOW PORES AND STEM

The author points out the numerous findings in the hills near Reggio Emilia of Boletus satanas LENZ forms lacking in red pigment in the pores and in the stem. Some hypotheses are suggested to explain the phenomenon.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Blum J., 1969 - Révision des Bolets, hutième note, Paris; p. 220
  2. Singer R., 1967 - Die Ròhriinge, Teil II, Bad Heiibrunn.
  3. Dermek A., Pilat A., 1974 - Poznavajme huby, Veda.
  4. Blum J. 1968-69 - Révision des Bolets, premiere-huìtième note, Paris.
  5. Arietti N., Tornasi R., 1975 - I funghi velenosi, Bologna; pp. 169-170.
  6. Cicognani A., Nuova forma critica del Boletus fechtneri, in Bollettino del Gruppo micologico Bresadola, Trento, n. 3-4 1978; pp. 106-113

 

 

LE ATTIVITÀ DI FINE ANNO DELLA SEZIONE "R. FRANCHI"

 

DOMENICA 13 OTTOBRE

Uscita per raccolta di funghi e studio nel "Parco di Roncolo"(Quattro Castella)

programma:

ore 8 partenza di un pullman da viale Allegri (Caserma "Zucchi"); per informazioni precise e prenotazioni rivolgersi alla I Circoscrizione tei. 41625

ore 13 pranzo al sacco

ore 15 controllo materiale reperito ed allestimento di una piccola mostra didattica sui funghi endogeni del parco

ore 18 rientro

 

25-26-27 OTTOBRE

II Seminarlo internazionale sui funghi ipogei presso il Centro Culturale Polivalente di Casteinuovo Ne' Monti (alloggio presso Hotel Miramonti)

 

DOMENICA 3 NOVEMBRE

Uscita a funghi a Monte Lusino (Baiso) col seguente programma:

ore 8 ritrovo nel Piazzale del ristorante Monte Lusino ed inizio della raccolta

ore 12,30 controllo materiale raccolto

ore 13 pranzo sociale celebrativo del decennale della sezione (prenotare direttamente al ristorante.

tel. 843678 entro il 28/10/85)

 

 

Amministrazione Provinciale di Reggio Emilia

Assessorato alla Pianificazione Territoriale, Tutela dell'Ambiente e Difesa del Suolo

Sezione "R. Franchi" di Reggio Emiliadel gruppo micologico "G. Bresadola" (TN)

GUIDA AI FUNGHI

DEL REGGIANO

 

Testi:

G. Donelli

Fotocolor:

G. Bramini, C. Candiani, G. Medici, A. Montecchi, G. Simonini

Disegni:

G. Simonini

Specie determinate:

U. Bonazzi, G. Donelli, A. Montecchi, G. Simonini

Quadro Sinottico:

U. Bonazzi, P. Patteri

 

 

 

 

 

 

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