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Come ogni società esistente, anche quella scolastica richiede rispetto di regole chiare e precise. Possiamo definirle come un sistema di accordi e chiarimenti necessari perché la nostra scuola non diventi impraticabile. Le regole non devono essere percepite dai nostri alunni solo come un dovere a cui adeguarsi, come un elemento impositivo dato dall’adulto, ma come l’occasione per un momento di condivisione e comprensione della funzione che le regole hanno per la nostra “sopravvivenza”; dobbiamo, pertanto, liberare i bambini dall’idea che sono fastidiose e perciò vanno trasgredite. L’appartenenza al “gruppo-scuola” rafforza l’identità del bambino che diventa così co-autore e interprete delle regole necessarie all’interno della comunità scolastica. Lavoriamo dunque insieme, scuola e famiglia, per il raggiungimento di tale obiettivo: la definizione di regole sempre più condivise La scuola non “starebbe insieme” se non ci fosse un corpus di regole: |
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ogni alunno si impegna ad assumere un comportamento civile, leale, rispettoso ed educato anche nel linguaggio/toni nei confronti del gruppo dei coetanei;
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ogni alunno si impegna ad assumere un comportamento civile, leale,rispettoso ed educato anche nel linguaggio/toni nei confronti del personale docente e non docente;
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ogni alunno si impegna a rispettare i tempi/orari della vita scolastica, l’ambiente, il materiale didattico a disposizione, gli arredi dei locali;
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ogni docente si impegna a creare le condizioni più idonee per favorire un clima sereno e di collaborazione in cui ogni alunno possa esprimere le proprie idee;
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la famiglia in un rapporto di scambio/confronto attivo con la scuola, nel rispetto delle reciproche competenze, si impegna in una collaborazione che ha come finalità l’armonizzazione fra il progetto educativo della famiglia e quello della scuola per realizzare al meglio l’unitarietà degli intenti. |
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