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Anche quest'anno le Amministrazioni Comunali di Bibbiano e Montecchio hanno presentato interessanti proposte per noi ragazzi: vetrina tematica di libri e film sulle persecuzioni, le guerre e lo sterminio del popolo ebraico. Riflessioni e testimonianze sulla Shoah, sul nazismo, sull'antisemitismo, sui romanzi ambientati nel periodo.
Vogliamo arricchire il nostro Link Europa con materiale di documentazione.
In entrambe le nostre scuole abbiamo avuto modo di vedere un film. Ecco gli spunti che ci hanno proposto i nostri insegnanti: "Sei venuto a conoscenza attraverso un filmato, di una pagina drammatica della nostra storia. Che cosa ricordi delle testimonianze che hai udito e delle immagini che hai visto e a che riflessioni ti hanno indotto?".
Ecco un articolo pubblicato nel n. 2 del giornalino Dante Republic, che riferisce dell'iniziativa poposta per la Scuola Alighieri di Bibbiano:
Il 27 gennaio è il "Giorno della Memoria", giorno cioè dedicato a ricordare la terribile sciagura perpetratasi nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale.
In questa giornata dappertutto si attivano diverse iniziative volte alla commemorazione di questo giorno con lo scopo di non dimenticare questo orrore. Anche la nostra scuola in questa occasione ogni anno si attiva proiettando un film sul tema della shoà, che abbiamo visto nel Cinema Metropolis di Bibbiano.
Quest'anno il film in programma s'intitolava " Ogni cosa è illuminata".
Prodotto da Liev Schreiber nel 2005, narra la storia di uno studente americano di nome Johnatan (Elian Wood), che colleziona in maniera quasi ossessiva oggetti legati alla sua famiglia, con lo scopo di farsi "illuminare" dai ricordi. Venuto in possesso di una foto che raffigura suo nonno, di origine ucraina, decide di fare una ricerca sulla sua vita passata e perciò si reca in Ucraina. Lì incontra le sue guide: Alex, un traduttore un po’ strampalato e suo nonno, un uomo che finge di essere cieco e si fa guidare da una cagnetta psicopatica e rabbiosa.
Il viaggio comincia sulle note di Michael Jakson e tramite divertenti particolari, scopriamo una triste realtà. Il nonno di Johnatan infatti, sposatosi con una ragazza del villaggio di Trachimbrot, si era trasferito in America per assicurare alla sua famiglia un futuro migliore. Ma pochi giorni dopo la sua partenza, l’intero villaggio venne sterminato dalle truppe naziste e così anche la sua giovane moglie, che era in attesa di un bambino.
E' stato un film dove i dialoghi erano rari, caratteristica che ci porta a riflettere maggiormente e ad osservare con più attenzione le immagini. Questa produzione cinematografica riesce a colpire il cuore di noi ragazzi in modo diverso, ma pur sempre efficace.
(Federica Grasselli, Virginia Cipressi, Emanuele Casoli 3G
Licia Leoni e Haytem Moustaghfir 3 E)
Il 27 gennaio si celebra la Giornata della memoria, nella quale si ricorda lo sterminio della razza ebraica nei campi di concentramento nel periodo della seconda guerra mondiale.
Mimmo Calopresti ha realizzato un film semplice me molto coinvolgente "Volevo solo vivere" basandosi sulle testimonianze di 9 cittadini italiani sopravvissuti alla deportazione e alla prigionia nei campi di concentramento di Auschwitz.
Il film inizia con il discorso di Benito Mussolini che annuncia le vergognose leggi razziali nel 1938.
I testimoni raccontano di quello che hanno dovuto subire durante la loro permanenza nei campi di sterminio, dove il proprio nome era un numero e ci si dimenticava della propria identità.
Erano costretti a lavorare come bestie nelle fabbriche; potevano mangiare solo una volta al giorno: per lo più il loro unico pasto era costituito da un brodo con delle patate e qualche altra verdura, oppure erano costretti a mangiare delle cose che neanche sapevano cosa fossero.
Le famiglie venivano separate: uomini da una parte donne e bambini dall’altra.
La cosa più allucinante e inumana è che erano costretti a fare una doccia , ignari che al posto dell’acqua uscisse gas velenoso che li uccideva all’istante.
I loro corpi , poi , venivano bruciati nei forni crematori uno dopo l’altro.
I sopravvissuti raccontano che non sapevano nulla di questi forni finché altri prigionieri , addetti alla pulizia dei forni, li hanno informati di quella che accadeva.
All’inizio nessuno ci credeva o meglio ci voleva credere.
Nel 1945 gli alleati posero fine alla guerra e poco dopo entrarono nei campi di concentramento dove li accolse uno spettacolo raccapricciante: si trovarono davanti montagne di cadaveri.
Tra i racconti dei sopravvissuti mi ha colpito quello di una donna: ha ricevuto in dono dagli alleati un frutto, un'albicocca, e adesso per lei l’albicocca ha il sapore della libertà.
Questo film è stato molto bello ed educativo perché mi ha fatto capire quanto odio un uomo possa provare per altri della sua specie.
Spero che questo mio tema convinca altri a vedere il film.
(Lorenzo Montanari 3H)
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