Una rappresentanza di ragazzi delle classi terze, accompagnata da due docenti, si è recata stamattina alle celebrazioni per la commemorazione del 4 novembre.
Anche quest'anno, infatti, l'Amministrazione Comunale la promosso la celebrazione della Festa dell'Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate.
Il 4 novembre 1918, novanta anni orsono, si completava con la vittoria di Vittorio Veneto e la fine della Prima Guerra Mondiale, il ciclo delle campagne nazionali per l'Unità d'Italia. Un cammino partito dalla Prima Guerra d'Indipendenza, un percorso lungo, difficile, doloroso, portato a termine con il concorso della popolazione di tutte le regioni d'Italia.
Negli anni a seguire il ricordo di quegli eventi si è tenuto vivo dedicando la giornata alle Forze Armate e all'Unità Nazionale, ed in special modo a tutti coloro che, soprattutto giovanissimi, sono caduti nell'adempimento delle loro funzioni militari.
Le celebrazioni di quest'anno, nel quale ricorre il 90° anniversario, sono incentrate, ancor più che nel passato, nella ricerca di nuove occasioni d'incontro tra cittadini e Forze Armate, per rinsaldare un legame storico tra la società italiana e le donne e gli uomini 'con le stellette'.
Per i ragazzi di Montecchio le celebrazioni sono iniziate nella Chiesa della Madonna del Popolo, alla presenza delle autorità civili e religiose del paese. Don Vasco Rosselli, il parroco, ha presieduto la celebrazione eucaristica in suffragio dei Caduti, nella ricorrenza anche della memoria di San Carlo Borromeo. Nell'omelia ha sottolineato l'importanza di momenti di riflessione per costruire la pace oggi, a partire dal ricordo di eventi del passato. In particolare ha ricordato i caduti montecchiesi, oltre 100 persone che hanno sacrificato la loro vita per la libertà del paese.
Durante la preghiera dei fedeli, i ragazzi hanno espresso le loro intenzioni, fatte proprie dall'assemblea.

Al termine della celebrazione liturgica, il Sindaco di Montecchio, prof.ssa Iris Giglioli, che era accompagnata anche dal vice-Sindaco Aurelio Rovacchi, ha salutato i giovani presenti, raccomandando loro di portare una parola di gioia e di impegno anche ai compagni rimasti in classe. "La pace - ha sottolineato il Sindaco - la si costruisce anche sui banchi di scuola, oltre che naturalmente in famiglia".
Ha ribadito che "oggi ci apprestiamo a rinnovare il nostro impegno privato e personale, ma anche collettivo e istituzionale: gli ideali vissuti con sincerità ed onestà devono rinnovare la vita".





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