Tutti gli alunni delle classi terze della nostra scuola hanno effettuato, il 28 e il 29 ottobre, una visita d'istruzione a Sant'Anna di Stazzema, luogo dell'eccidio nazista, avvenuto il 12 agosto 1944.
E' stata l'associazione ANPI ad offrirci la possibilità di partecipare gratuitamente all'uscita per ricordare un avvenimento tragico accaduto vicino al nostro territorio.
La visita a Sant'Anna ci ha voluto trasmettere un messaggio: quello di non dimenticare e di non ripetere gli stessi errori che furono commessi in un passato non molto lontano da noi.

Siamo stati accompagnati da alcuni nostri insegnanti, i prof : Monica Ardenghi, Pierpaolo Curti, Glauco Fantini, Amilcare Ferrari, Rita Lanzi, Gilda Melloni, Sara Mezzetti, Igor Nardone e da tre rappresentanti dell' ANPI, il Presidente Bruno Friggeri, la signora Elisa Brindani e il signor Mirco Mazzini.
Dopo alcune ore dalla partenza siamo arrivati a destinazione. Siamo entrati nel museo, che un tempo era la scuola del paese. Ad attenderci c'era una guida che, dopo una lunga e dettagliata spiegazione degli eventi successi nell'estate del 1944, ci ha fatto vedere un filmato molto coinvolgente sull'eccidio.


La cosa che ci ha sconvolto di più è pensare che in un posto così bello e immerso nella natura possa essere successa una disgrazia del genere.
Il 12 agosto 1944 un gruppo di SS, su richiesta del Comandante Supremo delle truppe tedesche in Italia, Kesserling, partirono da Valdicastello e arrivarono a Sant'Anna , lasciando diversi paesi rasi al suolo. Le SS bloccarono le vie d'accesso al paese, fecero sgombrare le case e radunarono le persone in stalle o davanti alla chiesa del paese, per poi sterminarle tutte.
Le vittime furono principalmente bambini, donne, anziani, che non si erano allontanati da casa, poiché ritenevano il loro paese un posto sicuro, mai coinvolto in scontri tra nazifascisti e partigiani.
La maggioranza degli uomini si salvò perché, pensando ad un rastrellamento, si erano rifugiati nei boschi.
Dopo aver visto il filmato, siamo saliti al piano superiore dell'edificio, dove c'è un museo che conserva testimonianze di sopravvissuti, oggetti e fotografie d'epoca.

Usciti dal museo, ci siamo inerpicati in una ripida mulattiera, che porta all'ossario e lungo la quale sono posizionate grandi formelle di bronzo, che accostano le tappe del calvario di Cristo coi tragici momenti della strage di Sant'Anna.
Arrivati all'ossario, abbiamo scattato delle foto e ci siamo commossi nel vedere all'interno del monumento una scultura che rappresenta una giovane madre morta che stringe il figlio neonato sul suo corpo. Questa immagine molto forte è anche simbolo di amore e perdono come risposta all'assurda carneficina dell'agosto del 1944.
Dopo aver fatto una breve tappa a Forte dei Marmi, siamo tornati a casa.
Il messaggio che vogliamo trasmettere, dopo questa visita, agli altri giovani come noi , è quello di credere nei valori della pace, della libertà e della democrazia.

I tanti innocenti che sono morti a Sant'Anna ci insegnano che dobbiamo condannare l'odio e la violenza, per costruire un mondo dove esiste dialogo e collaborazione fra gli uomini.
Ancora un caloroso grazie a Bruno Friggeri, Presidente dell'ANPI di Montecchio, ed ai signori Mirco Mazzini e Elisa Brindani, che ci hanno accompagnati in questa visita.


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