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Istituto Comprensivo di Montecchio Emilia

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Scuola Secondaria "Jacopo Zannoni"

Visita di istruzione a Marzabotto - Maggio 2007


Gli alunni delle classi terze della scuola, preparati e guidati dai loro insegnanti, hanno effettuato una visita di istruzione a Marzabotto.

In cammino verso Monte Sole|La Scuola di Pace di Monte Sole | Il ritrovo con la nostra guitaPer commentare questa iniziativa, lasciamo esprimere direttamente i ragazzi, in particolare della classe 3D. Corrediamo le loro parole con immagini scattate durante la visita.



(Ciascuna immagine ha il testo alternativo, visibile posizionando il mouse su ciascuna di essa; un clic del mouse ne permette l'ingradimento).


Commento alla gita a Marzabotto


Indicazione del Parco di Monte Sole | Monumento commemorativo della strage di Marzabotto"Dopo una faticosa salita, decido di appoggiarmi ad un muretto di grosse pietre. La guida inizia a raccontarci una storia, ma non una bella fiaba di principesse e castelli incantati: una storia italiana, una storia di sangue, dolore e coraggio.



La lapide | Ancora in camminoTanto per cominciare, il muretto al quale mi appoggio un tempo era un muro dell'osteria del paese, dove la gente del popolo amava ritrovarsi la sera: uomini di una certa età e giovanotti giocavano a carte e bevevano vino; nella vicina fonte donne e ragazzine riempivano d'acqua i loro secchi...



Una croce in ferro che si erge lungo la strada| Quanto rimane del muro di cinta dell'osteriaCosì, una mattina, l'osteria era piena per pranzo e donne e bambini si affollavano attorno alla fonte.

Poco dopo, un convoglio di nazi-fascisti fece radunare tutti i cittadini in una stanza accanto al solito luogo di ritrovo. Mezz'ora dopo, tutti morti.
Dopo colpi di mitragliatrice e bombe, solo un ragazzino riuscì a fuggire, rimanendo cieco da un occhio. Questo ex-ragazzo è vivo tutt'oggi, ma non ha più voluto parlare dell'orrore e dell'odio di quei momenti.

Altro lato dell'osteria| Mura che hanno resistito alla strage Dopo questo racconto, nel mio cuore manca un battito. Fisso le grosse pietre del muricciolo, domandandomi come sia possibile che in un luogo così armonioso, gioioso, in campagna, pieno di fiori...si sia compiuta questa tragedia. Cerco di immaginare i corpi straziati delle povere vittime, il sangue ovunque... Bisogna essere completamente idioti (e qui vi prego di perdonare la parola) o accecati dalla rabbia per poter anche solo pensare di dare luogo ad un simile massacro. Non riesco a pensare di commettere un crimine simile verso nessuno.

Scultura che rappresenta la Resurrezione di Cristo | Scultura di madre con bambino in preda al terrore Non è finita. Dopo aver percorso un altro po' di strada, ci troviamo di fronte ad una statua con una lapide commemorativa. La statua rappresenta due donne con le bocche simili ad "O" di terrore, che, difronte alla morte, cercano di salvare i propri figli nascondendoli sotto le lunghe vesti. Le parole incise nel marmo della lapide sono quasi illeggibili. Verranno dimenticate, come questo eccidio, come una cosa qualunque riposta in un cassetto e lasciata lì.



La Chiesa da dove vennero fatte evacuare le vittime | La lapide che ricorda il parroco ucciso da nazistiProcedendo per questo sentiero della memoria, raggiungiamo quella che assomiglia ad un'enorme chiesa sventrata. Anche qui, una strage. In un altro giorno, con un numero di morti diversi, ma il dolore fu lo stesso. Intorno ai resti della chiesa, crescono margherite. Sembrano bambini spaventati, con le boccuccie spalancate rivolte verso l'alto.


La tomba di don Giuseppe Dossetti | Monumento commemorativo per non dimentica la strage di MarzabottoL'ultima tappa della nostra gita è il cimitero di Marzabotto. Entriamo, la guida ci racconta che lì dentro sonp state uccise nello stesso giorno più di cento persone.
Come per le altre uccisioni di massa, il pretesto era quello dell'omicidio di una decina di militi nazisti.

lo non ho capito. Perchè se morivano dieci nazisti dovevano morire cento italiani?
lo non credo che un tedesco valesse dieci volte più di un italiano. Siamo tutti esseri umani, accidenti.
Entro nel cimitero. Si vedono i fori dei proiettili sui muri. Mentre mi chiedo fino a dove può arrivare la stupidità umana, raccolgo un mazzetto di fiori e lo poggio su una tomba. Una lacrima mi riga il volto, l'unica cosa a cui riesco a pensare è che non posso dimenticare tutto questo. Non posso, non devo e soprattutto non voglio".

Ed ecco un altro commento, di un alunno sempre della 3D:

"La visita che abbiamo fatto mercoledì 12 aprile mi è sembrata molto interessante. Siamo andati a Marzabotto a vedere il luogo in cui hanno combattuto i partigiani d'Italia. Il posto era molto ombreggiato infatti, molti partigiani si rifugiavano lì perché c'erano molti alberi e molti monti in cui potevano nascondersi.

All'inizio della camminata la guida ci ha mostrato dove i tedeschi attaccavano e anche da dove arrivavano gli Americani a liberare le città d'Italia. Dopo abbiamo iniziato a salire e andando avanti si vedevano sempre più alberi e il bosco si faceva molto fitto.

A un certo punto la guida c'ha fermato per farci notare un'osteria d'allora dove i partigiani si riposavano e dove si divertivano, ma quello che mi ha stupito è un fatto che la guida ci ha raccontato che una sera dei tedeschi scovarono all'osteria dei partigiani, li presero e li fecero prigionieri, ma uno dei partigiani era fuggito e si era nascosto dietro un cespuglio. Allora i tedeschi lo andarono a cercare, ma uno dei nazisti lo vide, ma gli fece cenno di stare li e alla fine il partigiano riuscì a soprawivere.

Per me questo è un gesto di umanità e di fratellanza che ci fa capire che non tutti i tedeschi erano crudeli. Quasi alla fine del tragitto abbiamo visto una chiesa semi distrutta dove la popolazione di quel tempo andava a messa. I nazisti spinsero le persone dentro la chiesa per poi rifarle uscire in fila uccidendo le una ad una.

Appena più sopra al monte si trova il cimitero e il sacrario. Il prete della chiesa venne ucciso per primo, perché quando i nazisti fecero venir fuori la gente dalla chiesa, lui rientrò per prendere le ultime ostie consacrate e i tedeschi lo costrinsero ad uscire ma lui non volle e per quel motivo fu ucciso e dopo venne sepolto nel sacrario".


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