L'accoglienza rappresenta un primo punto privilegiato di incontro tra la scuola e la famiglia.
I bambini ed i genitori, soprattutto nel momento dell'inserimento, hanno bisogno di sentirsi accolti e rassicurati. Non dobbiamo dimenticare che, principalmente, è tramite la famiglia che il bambino calibra la propria reazione emotiva e cognitiva di fronte alla nuova realtà scolastica.
Durante l'inserimento, infatti, papà, mamme e bambini provano sensazioni e sentimenti variegati, che hanno la preziosa funzione di segnalare loro se e quanto i loro bisogni sono soddisfatti.
E così possono essere sì tranquilli, sereni, entusiasti, contenti, ecc., ma anche tristi, confusi, amareggiati, arrabbiati, scoraggiati, ecc.
Non dobbiamo temere che descrivere il nostro stato d'animo e quindi i nostri sentimenti, le nostre emozioni e i nostri bisogni, significhi essere persone deboli, arrendevoli, remissive, anzi permette in qualsiasi contesto educativo, in famiglia, nella scuola, la crescita di un clima di rispetto e di fiducia e la consapevolezza che offrire ciò che è vivo in noi è il dono più grande che ci possiamo fare.
Le insegnanti che hanno accolto i futuri bambini di 3 anni, dopo diversi anni di formazione sulla "Comunicazione non violenta" (linguaggio che consente di esprimere semplicemente sentimenti e bisogni, sia in modo non verbale sia in modo verbale, senza intendere alcuna critica o insulto) hanno deciso, già da tempo di "crescere" bambini collegati alla forza della vita.
Questo linguaggio offre strumenti concreti affinché la persona matura diventi capace di "… distinguere i sentimenti in tante sfumature, in esperienze forti e passionali, oppure delicate e sensibili, come nei passaggi della musica di una sinfonia" (parole dello psicologo Rollo May).
Il primo strumento a cui le insegnant hanno pensato per avvicinare o meglio per incontrare le famiglie future è stato un libretto, "Passo dopo passo", elaborato qualche anno fa, durante appunto la formazione del Linguaggio Giraffa o C.N.V., nel quale i bambini di allora hanno raccontato come hanno scoperto di essere persone piccole e grandi nello stesso tempo, con l’aiuto delle insegnanti e del linguaggio del cuore.
Ogni famiglia, il cui bambino ha iniziato a frequentare nell'anno scolastico 2009/2010 ha ricevuto in dono, durante il primo incontro assembleare di settembre, il libro sopra citato, che le insegnanti hanno letto ai genitori e con i genitori, per prendersi la mano ed entrare nel mondo "dei sentimenti", che, collegato ai bisogni, avvicina tutte le persone del mondo.

Ecco l'inizio di una pagina del libretto consegnato a giugno 2010 alle famiglie dei bambini della sezione 3 anni:
MAGGIO 2010
CARI GENITORI,
vi ricordate come è cominciata?
A settembre mamma e papà parlavano fra loro e dicevano che sarei andato a scuola.
"Sai, Pierino, la scuola è un bel posto, troverai degli amici, tanti giochi, delle maestre che ti aiuteranno a star bene ….!" Mentre ascoltavo queste parole pensavo ad una casa grande, con tanti giochi, tanti bambini per giocare un po’ insieme.
Passavano i giorni e vedevo mamma e papà agitati e pensierosi, sentivo frasi pronunciate sottovoce tipo: “Si troverà a suo agio, piangerà, ce la farò a lasciarlo senza commuovermi anch’ io?”
Perbacco! Cominciai a sentirmi strano, confuso, spaventato!!!
Mamma, papà ed io provavamo sensazioni e sentimenti variegati di fronte al mio primo ingresso in società.
Avevamo bisogno di essere rassicurati, di essere accolti e di trovare un ascolto sensibile, accurato, empatico.
E’ proprio alla sfera dei sentimenti e delle emozioni che Laila e Viarella (le mie insegnanti) hanno pensato per accogliere e tranquillizzare la mia famiglia e quelle dei miei amici, durante il primo incontro a settembre.
Descrivere lo stato d’ animo e quindi i sentimenti, le emozioni e i bisogni, fa sì che la vita che è in noi sia libera di esprimersi e di celebrarsi senza il timore di sembrare persone deboli, anzi, ci permette di essere più autentici e di avere una maggiore libertà nel dare e ricevere amore.
Così piano piano, giorno dopo giorno, Laila e Viarella ci hanno accompagnati nel mondo dei sentimenti, per conoscerli, per capire che hanno luogo nell’ organismo e che esercitano un considerevole impatto sul nostro spirito e sul nostro corpo.
A scuola, la mia intera persona deve avere la possibilità di imparare, le mie idee non devono essere separate dai sentimenti, non posso e non voglio avere un’ educazione solo "dal collo in su".
Desidero imparare ad essere me stesso attraverso la capacità di riconoscere e descrivere le mie emozioni con chiarezza, per entrare così più facilmente in contatto con gli altri, come è successo durante il mio percorso scolastico. Infatti è stato permesso, a me e agli altri, di buttare fuori i sentimenti di angoscia, di disperazione, di confusione, che hanno caratterizzato soprattutto il primo periodo d’ ambientamento, di non reprimere la rabbia perché "sentimento cattivo", ma di usare la rabbia come un campanello d’ allarme di un nostro bisogno non soddisfatto...
Pubblichiamo tutto il bellissimo libretto consegnato alle famiglie (pdf, 135 kb).
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