-Ciao Alessio -
- Ciao ragazzi! Come va?-
- Va tutto "bene" ma vi devo raccontare cosa mi è successo ieri pomeriggio! Avete presente quel bambino, cioè volevo dire quell'alieno che abita nell'ultima casa a destra, di colore rosso fuoco, senza finestre, con tutte quelle crepe. comunque quella bruttissima casa?-
- Sì-
- Quel ragazzo che ha un caratteraccio antipatico, prepotente, arrogante e presuntuoso, che dall'aspetto fisico sembra Platinette? Lui è ciccione, brufoloso, ha capelli talmente ricci che sembrano un cespuglio, due gambe che sia in larghezza che in lunghezza sembrano stuzzicadenti e calza di scarpe il numero 50?-
- Sì-
- Aveva lo zaino sulle spalle e si dirigeva verso la scuola, e mi veniva incontro con quell'aspetto da bullo e. non vi dico altro.
lo l'ho lasciato andare, ma ho pensato che se fosse venuto un'altra volta verso di me con quell'arroganza, gliel'avrei fatta pagare, perché con quell'aspetto trasmetteva paura e terrore a tutto il vicinato, ma di nuovo ho lasciato perdere.
Tornati da scuola, dopo aver pranzato e aver fatto i compiti, ci siamo recati al campo sportivo in bicicletta per l'allenamento; vi ricordate?-
- Vagamente; ma comunque vai avanti. -
- Comunque tornando a casa . insomma immaginatevi la scena: io che mi vedo venire incontro quel ragazzino odioso che guarda le case con gli occhi da pesce lesso e fischia quella canzoncina odiosa di Fabri Fibra camminando sulla MIA proprietà sul MIO marciapiede. Vedendolo, dalla rabbia, sono diventata di mille colori; ma ad un tratto capisco cosa devo fare, come se in cielo fosse apparsa la scritta: "NON FARLO PASSARE!" così sono scesa dalla bicicletta e mi sono piantata davanti a lui -
- E lui?-
- Mi ha guardato e mi ha detto: "Levati dai piedi cinnetta" e io gli ho risposto: "Tu signor arroganza e prepotenza chi ti credi di essere?" -
Alla fine la missione di fargliela pagare è fallita perché sono tornata a casa con un occhio viola, un braccio rotto e un ginocchio messo in pessime condizioni (infatti adesso mi state vedendo come mi sono ridotta).
Alla fine mia mamma credeva che fosse solo un gonfiore al braccio, ma era rotto. DA QUEL GIORNO HO CAPITO CHE I BULLI SONO TUTTA FORZA E NIENTE CERVELLO.
Valeria Avolio, 2 F
