La mia casa è situata in un piccolo centro, attaccata a tante altre case che si affacciano tutte (compresa la mia) sulla via principale del paese. Gli edifici, per tutta la lunghezza, sono delimitati da un marciapiede abbastanza spazioso, confinante con il mio giardino.
Mentre percorro il marciapiede per andare a scuola, vedo quel ragazzino odioso che guarda le cose con quegli occhi da pesce lesso fischiando una canzoncina scema SUL MIO marciapiede, nella MIA PROPRIETÀ. Quel ragazzino frequenta la mia stessa scuola. È un ragazzino prepotente, "molto cocciuto" e antipatico, non ascolta gli altri ma pretende che gli altri ascoltino le sue "stupidate". È alto, abbastanza magro, ha i capelli scuri e degli occhi inespressivi, un naso stretto e lungo e le labbra sottili. Le poche volte che sorride, mostra due dentoni che assomigliano a quelli di un castoro. Passa le sue giornate a canticchiare e non fa mai il suo dovere di alunno.
Ad un tratto, mi viene in mente un'idea: "Stavolta non passa!!"
«Che cosa ci fai qui?» gli chiedo in modo deciso.
«Io faccio quello che voglio, non devo rendere conto a te» mi risponde con tono prepotente.
«Anche io ho diritto, nella mia proprietà, a non volere nessuno. e tanto meno te! Quindi sparisci da qui, non ti farò passare!»
«Questo è da vedere!» mi ribatte lui in modo arrogante.
«È proprio da vedere!» rispondo io.
Infatti con un fischio è arrivato il mio grosso cane che ha incominciato ad abbaiare contro il bullo. Lui si è spaventato talmente tanto che è scappato via, senza dire neanche una parola. Subito dopo ho pensato tra me e me: "Sono proprio contenta di avergliela fatta pagare, sono sicura che prima di passare ancora, dovrà pensarci più volte". Lo so di essere stata più dura del solito, ma quando i ragazzini sono così prepotenti, bisogna "farsi sentire".
Valentina Vincetti, classe 2 F
