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Periodico realizzato dalla classe III B della scuola Leonardo da Vinci

Caporedattore: Miselli Martina

 

Sommario 

. un numero, un nome: 46, il mitico Valentino Rossi. Pag.1

. Si abbuffava per riempire il vuoto dentro di se. Pag. 2

.C.S.I . Pag. 3

.Tutti in scooter. Pag. 4

. Dopo la guerra . Pag. 5

. Musica: Robby…FEEL Pag. 6 

.Gli artigli del diavolo.  Pag.7

.Un amico ipocrita. Pag.8

.CoMiChE Pag.9

 

IL MITICO VALE 46

 

 

 

 

 

 

Nato il 16 febbraio del 1979 a Tavulia sul confine tra le provincie di Rimini e Pesaro, Valentino Rossi ha conquistato nella stagione 2002 il titolo di campione mondiale di motociclismo per la classe 500 cc con la Honda.

Valentino ha iniziato la sua carriera da bambino con le mini moto, incoraggiato in questo dal padre e aiutato da un vero talento che è stato evidente fin dalle sue prime corse.

La capacità di andare in moto non è l’unica caratteristica di Valentino Rossi che, da vero showman, ha tutto l’eclettismo che piace al pubblico dei suoi fan; suo è il tagliare i traguardi per primo in impennata, sua è la capacità di seguire traiettorie impreviste e totalmente diverse da quelle dei suoi avversari e suo è il giro d’onore con la bandiera italiana in una mano e la manopola del gas nell’altra.   Sicuramente Valentino Rossi piace al pubblico delle moto con la sua semplice sicurezza e la sua mancanza di orgoglio per successi che ben pochi altri corridori hanno saputo e potuto conseguire.

Per le persone sulla cinquantina Valentino fa ripensare ad alcuni grandi corridori del passato recente quali l’asso pigliatutto Giacomo Agostini, l’imperturbabile Mike Hailwood e gli estrosissimi piloti della Benelli Provini e Pasolini.   Valentino ha un po’ di tutti loro: la costanza e la capacità di Agostini, l’abilità di Hailwood, la spericolatezza di Provini e la guida creativa di Pasolini e, proprio come il compianto Pasolini, riesce ad entrare in curva in sbandata controllata, il ché gli consente di inclinare la moto meno dei suoi avversari anche se, ovviamente, si tratta di una manovra difficile quanto pericolosa.

Piloti come Valentino Rossi sono rari ed è un vanto per il pubblico italiano vederlo ad ogni Gran Premio sul podio…spesso assieme a Max Biaggi e Loris Capirossi.   Sfortunatamente i rapporti fra Valentino e Max sono propriamente idilliaci e non manca mai l’occasione per i due di guardarsi in cagnesco e, non di rado di parlar male l’uno dell’altro.   Francamente non è chiaro se sia vero antagonismo o un semplice atteggiamento fatto per dare enfasi allo scontro fra due piloti che sono fra i più grandi campioni del momento. Anche se, molto probabilmente, Valentino primeggia in simpatia.

 

                                                                                                                                            Sharon

            

 

 

 

 

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PER RIEMPIRE IL VUOTO DENTRO DI SE

 

Marianna De Pascali ha 22 anni; parla con pacatezza e con quell’ironia che sgorga dall’anima di chi ha provato l’inferno. E ne è uscita. Bulimia, di questo era malata Marianna. Una malattia che porta ad abbuffarsi di cibo per poi vomitarlo, sempre lontano dagli sguardi altrui. Una malattia da cui alla fine è sfuggita, grazie al centro Sana Vita di Lugano in Svizzera, dove ora ha quasi terminato la terapia. Com’è iniziato tutto?A 14 anni era una taglia 44 e stava abbastanza bene con se stessa. Poi si è innamorata di un ragazzo che la prendeva in giro dicendole che era grassa e che non sarebbe mai stato con lei. La delusione fu cocente e da quel momento cominciò a consolarsi con il cibo…E’ iniziata così la sua bulimia: per non amore. Mangiava, ingrassava, vomitava, dimagriva, mangiava, ingrassava, vomitava. Allora pensava che fosse per colpa di quel ragazzo ma in realtà il problema aveva radici diverse: lei voleva attenzione dai suoi genitori. Da piccola era una bambina perfetta, la bambolina vestita di rosa che faceva tutti contenti, che si comportava come un’adulta… Faceva sempre trovare tutto pronto ai suoi, però non c’erano ringraziamenti per questo, né attenzioni affettuose, era così e basta. E’ riuscita per oltre due anni a non lasciare tracce. Poi ha incominciato a non scaricare il water dopo aver vomitato. I suoi le dissero che erano delusi da lei. Così loro la portarono da un neuropsichiatra, al quale però lei raccontò solo quello che voleva fargli credere. Da quel momento è entrata nel tunnel degli psicofarmaci. Ma il vuoto, la solitudine, il vomito restavano. Dopo i 16 anni ha interrotto la terapia, ma non era cambiato niente, continuava ad essere bulimica, ma ancora una volta i suoi non lo sapevano: è andata avanti così ancora per tre anni. La scola andava bene, si affermava in tutto, anche se dentro continuava a sentirsi malissimo. Era sola e nessuno (pensava), poteva aiutarla. Stava male, ma di piangere non se ne parlava. Nei momenti di tristezza si tagliava le braccia con le lamette. Intanto mangiava e vomitava, mangiava e vomitava. Ingrassava e dimagriva.

Aveva ormai 18 anni, stava con un ragazzo che le piaceva davvero, ma non riusciva a stabilire un rapporto profondo per via del cibo. Gliene parlò e lui cercò di darle una mano. Un giorno, su una rivista, trovò un articolo dove una ragazza bulimica raccontava le stesse sensazioni che provava lei, ma diceva che ne stava guarendo. Lei non ci credeva tanto: quando telefonò al centro dove ora si trova, lo stesso segnalato in quell’articolo, le dissero che l’avrebbero richiamata. Non ci sperava, invece la chiamarono, e continuarono a chiamarla…La fiducia gliela diede la determinazione di chi stava all’altro capo del telefono. Così poi si trasferì lì, ed incominciò a vivere insieme ad altre ragazze e donne con disturbi di alimentazione. Da quando è arrivata lì non si è più sentita “diversa”, poteva accettare di avere dei limiti e di poter piangere…!!!                                                                         

Alessandra

 

 

 

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Con due puntate inedite della prima serie e, a seguire con i nuovi episodi sella seconda, torna a grande richiesta C.S.I. Scena del crimine, il serial thriller che da un sondaggio dell’Accademia dei Telefilm è stato eletto, a pari merito con E.R. “miglior telefilm” di inzio stagione.

“Quelli del DNA” , come vengono soprannominati, sono un gruppo di detective della Scientifica di Las Vegas. Il loro primo compito è di ricostruire la dinamica dell’ omicidio, verificare che il corpo non sia stato portato lì dopo il delitto, annotare anomalie di procedura, analizzare diverse tracce di DNA da fazzoletti, forchette, rossetti, capelli, salive, cenere

Quando distendono i nastri gialli per delimitare la scena del crimine, quel perimetro diventa i loro regno. Non un punto d’arrivo, ma di partenza. Scrutano, osservano, sentono, annusano. Ogni più piccolo dettaglio per loro è fondamentale. Briciole, granelli di sabbia, gocce, pulviscoli e persino insetti. Scoprono il killer per un pelo. Per loro il delitto non è mai perfetto.

Sono l’ultima speranza delle vittime. Devono dare vita alla scena del crimine prima che il vento e il tempo cancellino ogni traccia, prima che il caso venga archiviato. O prima che il killer colpisca di nuovo.

 

 

                                                                                                              Rachele

 

 

 

 

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Io e La mia classe III°B, sabato 5 aprile, abbiamo partecipato alla prova di guida con lo scooter, organizzata dalla società “Guidare sicuro”. Siamo partiti alle 10.00 da scuola per essere lì alle 10.30.                     Appena arrivati sul posto eravamo tutti molto agitati e con la tensione piuttosto alta, considerato che per molti era la prima esperienza di guida.                                                                                                                        Dopo aver conosciuto i due istruttori, che ci hanno brevemente riassunto la teoria di guida, appresa in un incontro precedente a scuola, ci hanno diviso in due gruppi da nove.                                                                          Prima di cominciare ci hanno dato naturalmente tutte le protezioni necessarie: casco, guanti, ginocchiere, protezioni per la schiena e per i gomiti.                                                                                                                Due alla volta, poi, abbiamo cominciato a girare la pista affiancati dall’istruttore per un primo tratto.                                                                 Lasciati da soli, ognuno naturalmente aveva paura di cadere! Tutti, però, ci siamo meravigliati delle nostre capacità e di quelle dei nostri compagni.                                                                                                            Finita l’esercitazione siamo corsi al tram, preso per un pelo.                                        A noi è piaciuta molto quest’esperienza, al punto da proporre agli insegnanti di ripeterla.                                                                                        Abbiamo capito, comunque, che per fare qualsiasi cosa, bisogna solo rispettare regole e consigli di esperti sull’argomento!

 

Luana Palumbo

 

 

 

 

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FINALMENTE è FINITA…NON SE NE POTEVA Più…

NOI, 2 RAGAZZE DELLA 3b ABBIAMO FATTO UN SONDAGGIO A SCUOLA…TUTTI PENSANO CHE LA GUERRA SIA STATA INUTILE E NOI SIAMO D’ACCORDO…MOLTI RAGAZZI E PROFESSORI CI HANNO COMUNICATO CHE SI SPERAVA CHE NEL 2003 CI FOSSERO ALTRI MEZZI PER FARE LA GUERRA EVITANDO LE ARMI!!

MOLTI RISPONDEVANO INSICURI E DALLE LORO BOCCHE USCIVANO ALCUNE PAROLE COME AD ESEMPIO:”PEACE & LOVE(PACE & AMORE),PEACE, NO WAR(NO GUERRA),ECC…

 

 

 

FRANCESCA & CHIARA

 

 

 

 

 

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Feel

 

Robbie Williams - "Feel"

Come on hold my hand I wanna contact the living Not sure I understand This road I've been given I sit and talk to God And he just laughs at my plans My head speaks a language
I don't understand

I just wanna feel real love Feel the home that I live in 'Cause I got too much life Running through my veins Going to waste

I don't wanna die But I ain't keen on living either Before I fall in love I'm preparing to leave her

Scare myself to death That's why I keep on running Before I've arrived I can see myself come in

I just wanna feel real love Feel the home that I live in 'Cause I got too much life Running through my veins Going to waste

And I need to feel real love In the life ever after I cannot get enough

I just wanna feel real love Feel the home that I live in I got too much love Running through my veins To go to waste

I just wanna feel real love In the life everafter There's a hole in my soul You can see it in my face it's a real big place

Teary Since that day Forever Feel

Come on, hold my hand I wanna contact the living Not sure I understand This road I've been given Not sure I understand Not sure I understand Not sure I understand Not sure I understand

 

 

 

 

 

"Sento"

Vieni tienimi la mano Voglio toccare la vita Non sono sicuro di capire Questa strada che mi è stata assegnata

Mi siedo e parlo con Dio E lui ride dei miei progetti La mia testa parla una lingua Che io stesso non comprendo

Voglio solo sentire l'amore vero Sentire la casa in cui vivo Perché ho troppa vita Che mi scorre nelle vene E che va sprecata

Non voglio morire Ma non sono neanche felice di vivere Prima di innamorarmi Già mi preparo a lasciarla

Mi spaventa a morte Ecco perché continuo a correre Ancora prima di arrivare Mi vedo già entrare

Voglio solo sentire l'amore vero Sentire la casa in cui vivo Perché ho troppa vita Che mi scorre nelle vene E che va sprecata

E ho bisogno di sentire l'amore vero Per tutta la mia vita Non ne avrò mai abbastanza

Voglio solo sentire l'amore vero Sentire la casa in cui vivo Perché ho troppa vita Che mi scorre nelle vene E che va sprecata

Voglio solo sentire l'amore vero Per tutta la mia vita C'è un buco nella mia anima Puoi vederlo dal mio viso É un posto veramente grande

In lacrime Fin dal quel giorno Per sempre Sento

Vieni, prendimi la mano Voglio toccare la vita Non sono sicuro di capirLa strada che mi è stata assegnata Non sono sicuro di capire Non sono sicuro di capire Non sono sicuro di capire
Non sono sicuro di capire

                                                                                                                                 Chiara

 

 

 

 

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Gli artigli del diavolo

 

 

 

 

Inghilterra, 1517, regno di Enrico VII.

Selkirk, medico di fiducia del defunto re di Scozia, muore avvelenato nella torre di Londra. Vecchio, la mente offuscata dal peso di troppi segreti, Selkirk viveva sull’orlo della follia, segregato in una stanza sorvegliata da due guardie armate. Nella torre si trova anche la regina Margherita, vedova del sovrano scozzese e sorella di Enrico VII, con tutto il suo seguito. Chi poteva aver tanta paura delle rivelazioni di Selkirk da ucciderlo?

Tocca all’ astuto Roger Shallot e al suo padrone Benjamin Daunbey, nipote del primo ministro di Enrico VII, sciogliere il mistero di quella morte. E dei nuovi delitti che come un epidemia minacciano di decimare la corte della sovrana in esilio. Con l’unica traccia di una rosa bianca e di un inquietante indovinello cifrato, i due dovranno sciogliere un intricata matassa di misteri e pericolosi intrighi. Ma per loro la cosa più difficile sarà rimanere vivi…

 

 

 

 

Curiosità sull’autore: Paul Doherty

 

È nato a Middlesbrough. Ha studiato storia a Liverpool e Oxford.

Sotto svariati pseudonimi ha pubblicato in Inghilterra oltre trenta romanzi. È presidente di una scuola di Londra e vive nell’Essex con la sua famiglia. In Italia ha già pubblicato “Il ladro di anime”.       

 

 

 

 

                                                                      Emmanuele

 

 

 

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Questa definizione, secondo me, rappresenta il fatto che il fumo, quindi le sigarette, rappresentano una via di sollievo per gli adulti stressati dal proprio lavoro e stanchi del peso che  portano con sé, per i ragazzi, invece, rappresenta la via che ti porta nel mondo delle persone più considerate e forti. Questo “strumento” che si rivela un amico per alcuni, è anche la causa di milioni di morti di cancro, tumori ai polmoni ed infarti, in quanto il fumo danneggia le vie respiratorie e le arterie.

Oggi i fumatori sono i due terzi degli Italiani, che spendono circa 180 euro al mese fumando due pacchetti di sigarette al giorno. Il fumo, inoltre, se inalato da quelle persone che, pur non fumando si trovano a contatto con esso, provoca il doppio dei danni che può subire il fumatore. Oggi i mass media stanno attuando una propaganda per la dissuasione dal fumo e da altri vizi che esistono come l’alcolismo, la regolarità dei pasti corretti e sani ecc.

Ritengo che l’aumento del costo delle sigarette sia un ostacolo per il compratore, cosa molto buona da un punto di vista, c’è comunque da riflettere sul fatto  che molte persone sono così tanto dipendenti dal fumo che farebbero qualsiasi cosa per poterne fumare almeno una. Non riesco ad immaginare una buona soluzione per questo problema, se magari qualche lettore sarebbe disposto a comunicare una sua soluzione o un suo parere su questo può mandarla alla classe III B al terzo piano della scuola.

 

              Emmanuele

 

                                                            

 

                

 

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STORIE SIMPATICHE E REALI:

 

a) A CASA DELLA MIA RAGAZZA MI SENTO IN FAMIGLIA!MI FANNO LAVARE I PIATTI,PASSARE L’ASPIRAPOLVERE E PORTARE FUORI IL CANE!!

 

b) SE IL TUO RAGAZZO TI LASCIA,METTI UN’ANNUNCIO SUL GIORNALE CON SCRITTO:”CERCASI CANE DI RAZZA PURA,MA NON IL BASTARDINO PERCHE L’HO GIA AVUTO!!!!!

 

c) VIERI E TOTTI,DOPO UNA PARTITA,SI SALUTANO,E MENTRE TOTTI RITORNA A CASA CON LA SUA MACCHINA,VIERI LO PROVA A CHIAMARE,E IL GIORNO DOPO SI RINCONTRANO E VIERI DICE A TOTTI:”MA A QUANTO STAVI ANDANDO IERI,PERFINO IL CELLULARE MI HA DETTO CHE ERI IRRAGGIUNGIBILE!!!

         

                                                                      FRANCESCA!!!

 

 

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