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L'eccezionale nevicata del 28 febbraio 2004 raccontata dai ragazzi della 2^E

 

UN AMICO DI NEVE.

Era dalle 8 che continuavamo a chiedere insistentemente al professor Bollanaz di poter uscire, quella gelida mattina di febbraio.
La neve cadeva fittissima dalle 6 e il vento l' aveva trasformata in una vera e propria bufera.
In classe l'eccitazione era alle stelle, tutti guardavano sognanti gli alberi imbiancati senza prestare minima attenzione alla lezione.
Anche il professore alla fine ha dovuto arrendersi!
Così, indossate le giacche, siamo corsi fuori nella neve fresca, che ormai superava i 30cm.
Tutti hanno incominciato a scivolare, a cadere, ma soprattutto è incominciata la grande battaglia di enormi pallate di neve!
Eravamo davvero agitati, continuavamo a rincorrerci, a prendere la mira, a tirarci addosso migliaia di quei missili bianchi.
La situazione stava degenerando: non a tutti piaceva essere buttati nella neve, qualcuno si era fatto anche male, le mani e i piedi erano ghiacciati e fastidiose goccioline d'acqua scendevano giù per la nostra schiena. Decidemmo di smettere e di costruire il nostro personalissimo amico di neve.
Tutti ci si misero d'impegno (incluso il prof.) e il pupazzo cominciò a prendere forma. Facemmo rotolare grosse palle di neve lungo tutto il prato per ingrandirle maggiormente e le mettemmo una sopra all'altra. Una palla più piccola e rotonda servì come testa e venne abbellita con un cappello, due sassi per occhi e un tubetto di colla come naso. Con due rami per braccia e due guanti come mani, voilà il nostro amico di neve, che ci guardava con un simpatico ghigno!!!!!?
Eravamo proprio soddisfatti e speravamo di vederlo invecchiare nel nostro cortile, ma sfortunatamente già un'ora dopo del nostro pupazzo rimaneva solo un mucchio di neve.

 

UN COMPAGNO TUTTO SPECIALE.

Chi la dura la vince!
Eh, è proprio vero.
È dal '85 che non venivamo sommersi da così tanta neve, ed è logico pensare che questa nevicata abbondante abbia fatto nascere in noi un irrefrenabile desiderio di buttarci e di divertirci in questo mare bianco.
Vi era un piccolo problema: i prof. non sembravano così eccitati all' idea di portare in cortile una mandria di piccole pesti che a furia di palle di neve si sarebbero inzuppate.
Ma si sa che i ragazzi della nostra età non trovano pace finchè non raggiungono l' obbiettivo.
E così, dopo ore (non è uno scherzo) di pressanti richieste e false promesse abbiamo persuaso anche il più determinato dei professori (G. Bollanaz).
Una gioia palpabile si è così diffusa fra noi della 2° E ; non c'è stato neanche il tempo di dire "tutti fuori" che l' aula si è svuotata.
Questo ha suscitato invidia da parte dei ragazzi delle altre classi.
Per riuscire nel nostro intento siam dovuti "scendere" ad un compromesso: realizzare tutti insieme un pupazzo di neve!
Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo dato vita, in meno di mezz' ora, ad un nuovo splendido "compagno".
Ognuno di noi ha dato una parte di sè nel comporre il pupazzo, che, con le sue braccia fatte di rami, il naso rosso ed il cappello del prof., rimarrà per sempre come uno dei nostri migliori ricordi di questo periodo scolastico!!

 

UN COMPAGNO UN PO' INNEVATO.

Sabato 28-2-2004 la classe 2°E è andata nel giardino della scuola ed ha iniziato a costruire un pupazzone di neve. Prima di uscire abbiamo insistito tantissimo ed alla fine il nostro prof. Bollanaz ci ha accontentato. Dopo aver fatto a pallate di neve, abbiamo iniziato a costruire delle enormi palle nevose che sarebbero diventate le "fondamenta" del nostro nuovo amico. Dentro di noi vi erano tantissime emozioni; provavamo una bellissima sensazione di soddisfazione nel vedere il pupazzo crescere cosi' velocemente, ed eravamo contenti perchè ognuno faceva la sua parte. Nel frattempo vi erano ragazzi che prendevano una piccola "pausa" tirando palle di neve ai compagni inermi e distratti. Alla fine abbiamo preso in prestito da alcuni nostri compagni degli oggetti per abbellire il nostro capolavoro (cappelli, guanti..)ed infine abbiamo immortalato il nostro... compagno un po' innevato. Il risultato della nostra opera è stato meraviglioso e ci ha soddifatti tutti pienamente, mi auguro di poter rivivere un esperienza simile negli anni a venire.

 

L'UOMO BIANCO PRENDE VITA.

E' stata un' avventura fantastica poter partecipare di persona alla creazione di un uomo, anche se di neve. Intorno era tutto bianco!
In quel momento ognuno di noi, compreso il prof, è tornato bambino e la fantasia è prevalsa in ciascuno. Tutti hanno contribuito alla realizzazione del nostro amico, prestandogli guanti, sciarpe e cappelli. Pian piano il pupazzo ha iniziato a prendere forma e di conseguenza vita. L'abbiamo costruito nella speranza di poterlo vedere invecchiare nel cortile della scuola a ricordo di una mattinata emozionante ma l'abbiamo visto abbattuto al suolo già al termine della mattinata di lezioni perché qualche ragazzo dispettoso non sopporta l'idea che altri possano trarre qualche piccolo piacere da una realizzazione collettiva. Abbiamo provato un grande dispiacere vedendo la nostra creatura giacere al suolo senza alcuna anima che aveva regnato in lui fino a quel momento.
Per fortuna qualche fotografia conserva la gradita immagine di quanto la seconda E aveva costruito.
Eravamo tutti infreddoliti e bagnati fradici al ritorno in classe, ma dentro eravamo invasi da una felicità frenesia incontenibile, che ci riscaldava il cuore.