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CREARE RELAZIONI ARMONICHE.

 

Ostinati melodici.

Sono simili a quelli ritmici, ma stavolta dobbiamo tener conto delle altezze.
Se sovrapponiamo ostinati melodici a una melodia, o tra di loro, creiamo relazioni armoniche (note in verticale) e non tutte le relazioni sono "accettabili", quindi
dobbiamo individuare le note su cui costruire gli ostinati.

Da dove partire?
Possiamo procedere per tentativi "a orecchio", ma proprio perchè conosciamo bene il linguaggio tonale, questo sistema può diventare frustrante: la ricerca per prove ed errori è lenta e richiede la difficile capacità di condividere gli insuccessi, rischiando di portare demotivazione e noia.
Serve una tecnica che ci permetta di individuare velocemente note accettabili da cui partire (quelle che abbiamo già nella testa, ma che è difficile tirare fuori).

 

Bordoni in Tonica e Dominante.

Ora occorre concentrarsi sui rapporti tra le altezze quindi, per il momento, mettiamo da parte il ritmo. Proponiamo ai ragazzi un "esperimento":

ascolteremo tre melodie. Per ognuna di esse dovremo cercare due note di accompagnamento.
Prepariamo una tabella in cui annoteremo e confronteremo le soluzioni trovate:

melodia
note di accompagnamento:
1
? ?
2
? ?
3
? ?

Proponiamo linee melodiche semplici e non conosciute (meglio se inventate al momento) e scriviamole su pentagramma.

Ascolto> esempio prima melodia (32 kB)

 

Ora cerchiamo la prima nota che possa accompagnare la melodia. Proponiamo note diverse. Di volta in volta i ragazzi dovranno alzare la mano per segnalare se la soluzione è accettabile.
Partiamo con soluzioni fuori tonalità, poi arriviamo alla tonica:

Ascolto> esempi (97 kB)


Alcuni ragazzi accetteranno anche le prime soluzioni, ma all'arrivo della tonica quasi tutti alzeranno la mano (conosciamo fin da piccoli il linguaggio tonale per innumerevoli frequentazioni, come sempre la grammatica viene dopo).

Una nota di "psico-acustica": stiamo proponendo note di accompagnamento in relazione alla melodia. Ogni nota è a se stante, ma le varie proposte tendono a depositarsi nella memoria uditiva e qualcuno potrebbe metterle in relazione come in una progressione di bassi, trovando così nuovi ambiti tonali. Quindi facciamo attenzione a tenere ben separate le varie proposte, magari intervallandole con qualche cluster sulla tastiera per "azzerare la memoria" (come dire: questa nota non va? Cancelliamo e riproviamo da capo!).

Ora poniamoci una semplice domanda: visto che nessuno conosceva quella melodia, perché siamo tutti d'accordo su questa nota di accompagnamento?
Accettiamo tutte le risposte senza dire quali sono giuste o sbagliate e rinviamo la discussione a fine esperimento.
Annotiamo la prima soluzione nella tabella e procediamo con la ricerca della seconda nota di accompagnamento.

Ci muoveremo allo stesso modo, accostando alla tonica alcune note fuori tonalità per poi arrivare alla dominante:

Ascolto> esempi (96 kB)

 

Anche stavolta la maggioranza del gruppo accetterà quest'ultima soluzione (attrazione... tonale!).

Annotiamo anche questa soluzione e ricominciamo la ricerca delle due note di accompagnamento su una nuova melodia (che dovrà essere in un'altra tonalità). Così faremo anche per la terza melodia (tonalità ancora diversa).

E' importante segnare i risultati delle ricerche sulla tabella perchè il lavoro potrebbe durare più di una lezione.

Giunti alla fine dell'esperimento proponiamo ai ragazzi di confrontare i dati.
Avremo le tre melodie e le loro note di accompagnamento: c'è qualche relazione tra i risultati?
Potrebbe servire qualche aiuto, ma è importante che le conclusioni vengano dalla classe, perchè dovremo trarre una regola:


la prima nota di accompagnamento è sempre quella su cui la melodia termina.
La seconda nota di accompagnamento è ad un intervallo di quinta dalla prima nota trovata.


Sono Tonica e Dominante ed hanno una funzione precisa nel discorso melodico: la dominante è il punto di svolta nel discorso, la tonica lo conclude.
Sono come poli opposti: - e +, come domanda e risposta: ? e !

(A questo punto decidiamo se è opportuno aprire un discorso sul rapporto tra melodia e scala musicale, con riferimenti agli schemi di modo maggiore e minore, o se dare queste informazioni in seguito come spunto per ulteriori sviluppi del lavoro).

Dunque tonica e dominante sono i principali punti di riferimento di una melodia e possiamo usarle come note continue per il suo accompagnamento, cioè come bordoni.
I bordoni costituiscono la forma più semplice di accompagnamento melodico, svolgendo una elementare funzione armonica. Alcuni strumenti polifonici, come la cornamusa, sono costruiti proprio su questo principio e creano un continuo armonico su cui va impostata la melodia.

Ma la maggiorparte degli strumenti possono "tenere" il suono solo per un breve tempo, quindi se vogliamo eseguire un bordone l'unica soluzione è ripetere il suono ogni tanto. Ma quando? Siamo costretti a scegliere i tempi, cioè a trovare soluzioni ritmiche ripetute, in altre parole: ostinati.

Dunque possiamo trasformare i bordoni su Tonica e Dominante in OSTINATI MELODICI.
(E' stata lunga, ma la tecnica andava scoperta e condivisa...)

Se lavoriamo su una melodia, data dall'insegnante o inventata da uno studente, ora sappiamo come ricavare le note di partenza per creare un ostinato melodico di accompagnamento.

Se invece vogliamo creare una traccia musicale dal nulla dovremo scegliere la nostra tonica. In altri termini sceglieremo la scala su cui lavorare.
(In questo caso il lavoro si complica perchè entrano in ballo altri fattori come il modo ed eventuali alterazioni presenti. Dunque dovremo guidare i ragazzi verso scale semplici e adeguate agli strumenti che stanno utilizzando).