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Scrivere per internet
 

 

> Come si legge sul web
> Testo versus design
> Con l'ipertesto il testo sprofonda
> La pagina come mappa
> La piramide invertita
> Siate brevi!
> Diamoci del tu

 

 

 

 

 

Come si legge sul web

La prima cosa che chi scrive per il web deve sapere è che Internet non
ha lettori nel senso tradizionale del termine: l'80% dei navigatori del Web non legge riga per riga, piuttosto "scorre" la pagina, cercando rapidamente, come su una mappa visiva, quello che più gli interessa.
E lo fa velocemente, sia perché navigare costa, sia perché Internet è
un mondo sterminato e la voglia di andare a trovare altrove quello che stiamo cercando è sempre in agguato. Solo chi cattura nei primi 30 secondi l'attenzione del lettore lo fa fermare sulla pagina. E allora?
Allora bisogna disseminare la pagina di segnali che dicano immediatamente di cosa si parla e che rendano subito chiaro il contenuto della pagina. Può sembrare uno svantaggio e una corsa contro il tempo, ma chi scrive per il web ha dalla sua parte due grandi alleati: il design e l'ipertesto.

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Testo versus design

Quando si scrive per il web, il design è parte integrante del processo della scrittura. Anche il testo viene presentato come grafica e come immagine. La grafica, a sua volta, può essere letta come un testo e può fornire maggiori dati e informazioni di un'intera pagina scritta.
E anche il vuoto e lo spazio bianco acquistano la loro importanza: indirizzano e fanno fermare lo sguardo.
Non fate mai l'errore di riutilizzare così com'è un testo scritto per la stampa e di trasformarlo in una pagina per internet. Testo e grafica vanno sempre concepiti insieme.
Come afferma il pubblicitario francese Séguéla "la lingua cyber agisce tramite l'interpenetrazione delle immagini: le immagini fanno l'amore con le parole come in una fusione totale del linguaggio".
Questo non vuol dire che chi scrive debba trasformarsi improvvisamente in un grafico, ma che deve assolutamente sapere alcune cose:
sullo schermo si legge con maggiore difficoltà, quindi testi brevi
chi consulta il web lo fa velocemente, quindi titoli e sottotitoli chiari
la pagina web è uno spazio in cui il lettore deve potersi orientare e ritrovare, quindi stessa struttura per documenti che trattano lo stesso tema o dello stesso tipo.

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Con l'ipertesto il testo sprofonda

Sul web il testo acquista una nuova dimensione: cresce e si espande in profondità invece che in lunghezza. Uno dei massimi studiosi dell'ipertesto, George Landow, chiama "la retorica della partenza e dell'arrivo" questo viaggio solo apparentemente disordinato tra pagine, temi e interessi diversi.
Chi scrive per il web deve quindi assolutamente imparare a usare l'ipertesto e a sfruttarne tutte le potenzialità. Che non significa affatto spezzare un documento in tanti pezzetti e unirli, di schermata in schermata, con una freccia, magari con sotto la scritta "avanti". Scrivere un documento ipertestuale significa invece chiedersi chi è il nostro lettore, cosa vuole sapere prima, cosa dopo, cosa considera più importante e cosa invece un dettaglio. Significa non solo scrivere un testo, ma organizzare l'informazione, scegliere i link, cioè le porte che conducono avanti nel percorso di lettura, e dare a queste porte dei nomi semplici e brevi, ma che facciano immaginare e capire al lettore cosa troverà oltre.
Scegliere un link e titolarlo è infatti uno dei compiti più difficili di chi scrive per il web e fa parte del "nuovo" talento editoriale.

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La pagina come mappa

Pensate sempre alla pagina web che state scrivendo come a una mappa o a un paesaggio visto dall'alto. E' così che il lettore la guarderà, farà su e giù con gli occhi cercando quello che gli serve. Fatene un percorso chiaro, fatto di luoghi e di segnali ben precisi: titoli, sottotitoli, testi brevi, spazi bianchi, indici, parole chiave scritte in altro corpo e altro colore, frecce, liste numerate o a punti.

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La piramide invertita

Chi legge o consulta un sito web lo fa come chi si accosta a un'edicola. Ma non le edicole di oggi che somigliano a veri e propri negozi, piuttosto a un chiosco di paese, di quelli che ancora espongono le locandine con su scritto a caratteri cubitali "Vecchietta perde e ritrova portafoglio alla Upim di Grosseto". Anche sul web è lo strillo, il titolo quello che conta, che trattiene e invoglia il lettore. Per questo Jacob Nielsen, vero guru della web usability consiglia l'ordine della "piramide invertita" nella costruzione di siti e pagine web, ovvero cominciare dalla conclusione per scendere via via verso maggiori dettagli. Dimenticate quindi l'ordine che vi hanno insegnato a scuola per svolgere al meglio i vostri temi e prendete piuttosto spunto dai giornali: titolo, occhiello, didascalie, articolo, box di approfondimento, uso variato dei caratteri tipografici, sezioni, riassunti. Se ci pensate bene, il modo di leggere un sito web non è molto diverso da quello con cui leggete il giornale ogni mattina: una scorsa generale ai titoli e una lettura approfondita solo agli articoli che interessano veramente. E come per i titoli dei giornali, anche quelli del web devono contenere un'intera storia.

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Siate brevi!

Secondo Jacob Nielsen, leggere su schermo è il 25% più lento che leggere su carta. Questi i suoi consigli, frutto di approfondite ricerche sulle modalità di lettura dei "navigatori" del Web:
1. scrivere testi lunghi la metà di quelli concepiti per la carta
2. scrivere periodi semplici e brevi
3. scrivere pagine che non obblighino il lettore a "scrollare" (scorrere verso il basso) troppo
4. se scrollare è necessario, tutti i titoli e i "segnali" di contenuto devono trovarsi all'inizio della pagina
5. una sola idea, un solo tema, per ogni paragrafo.
6. saper usare l'ipertesto e "stratificare" le informazioni su più livelli.

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Diamoci del tu

Anche se la maggior parte dei siti, soprattutto di aziende, sono scritti ancora come una brochure, un nuovo stile comincia a farsi strada. Uno stile che non ha più nulla né del "promozional-marketese" (Comprate! Comprate!), né del corporatese (il freddo stile apparentemente neutro e tutto uguale con cui le aziende si presentano). E' uno stile più asciutto, più personale e diretto, più quotidiano, più vicino al dialogo e alla conversazione, che dice "io" e "noi" e che si rivolge direttamente all'interlocutore, spesso dandogli del tu.

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Selezione di scritti gentilmente concessi da:

www.mestierediscrivere.com
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