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La
storia
La scuola media "Gen.Dalla Chiesa" è nata alla fine degli anni '70 e si è radicata nel territorio, impegnata a garantire alla totalità della utenza scolastica del quartiere un'offerta omogenea e di qualità, nel rispetto delle diverse esigenze formative espresse dagli alunni e dalle famiglie.La scuola, inizialmente chiamata "Belvedere", si è caratterizzata negli anni anche come centro di iniziativa sociale, aprendosi alle attività culturali delle Associazioni ed Enti che operano nel quartiere e di cui spesso è stata ispiratrice.
Nel 1988 la scuola è stata intitolata al gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, con una serie di iniziative che hanno visto anche la presenza del figlio Nando, dei genitori e del fratello della moglie, Emanuela Setti Carraro,uccisa col generale a Palermo dalla mafia.
L'intitolazione è stata suggellata dal gemellaggio con la scuola media "Bonfiglio"di Palermo e dallo scambio di visite di scolaresche delle due scuole (aprile-maggio 1988).
Attualmente la scuola fa parte dal punto di vista amministrativo, dell'Istituto Comprensivo "A.Ligabue", comprendente anche le scuole elementari "Don Milani", "S.G. Bosco" e "I. Calvino", delle quali la S.M.S. "Dalla Chiesa" rappresenta la naturale prosecuzione.
1988 - Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, depone una corona di fiori in via Carini davanti alla lapide che ricorda la morte del gen. Dalla Chiesa e della moglie Emanuela Setti Carraro. E' presente una delegazione della scuola reggiana. Carlo Alberto Dalla Chiesa
Generale dei carabinieri (Saluzzo 1920-Palermo 1982). Entrato giovanissimo nell'Arma dei Carabinieri, nel 1948 fu inviato in Sicilia dove ottenne successi nella lotta al banditismo e alla criminalità mafiosa. Promosso generale, nel 1978, dopo l'uccisione di Aldo Moro, assunse la supervisione della lotta contro il terrorismo e poco dopo (dicembre 1979) il comando della divisione Pastrengo di Milano. In tre anni riuscì a distruggere l'organizzazione delle Brigate Rosse . Nel dicembre 1981 fu nominato vicecomandante dell'Arma dei Carabinieri. Nell'aprile 1982 passò all'amministrazione civile dello Stato, accettando l'incarico di prefetto antimafia a Palermo. Nel settembre dello stesso anno fu assassinato nel capoluogo siciliano assieme alla giovane moglie, Emanuela Setti Carraro, da killer mafiosi. ![]()
Testo di Vittorio Gazzotti
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