ANGELICA CALO' LIVNE', ebrea romana, allieva del rabbino Toaff,
nel 1975 si trasferisce a Sasa, un kibbutz di frontiera tra Libano e
Siria dove ancora oggi risiede con il marito Yehuda e i suoi quattro
figli. Negli anni 90 è coordinatrice del Movimento giovanile
Hashomer Hatzair della sinistra laburista "Peace now" in Italia.
Studia teatro e regia all'Università di Tel Aviv e inizia la
professione di insegnante nelle scuole del kibbutz. Nel 2002 è
scelta tra un gruppo di insegnanti della Galilea per un progetto di
Leadership nell'educazione che coinvolge docenti arabi ed ebrei.
Oggi lavora come educatrice nella Galilea ed ha promosso il "Teatro
dell'Arcobaleno" con ragazze e ragazzi ebrei, arabi, circassi,
drusi, cristiani e musulmani che "imparano a calare le proprie
maschere e coinvolgono il pubblico in mimi, canti, danze e dialoghi
che manifestano il desiderio di pace, di vivere il conflitto in essere
non con la violenza e l'odio ma con il dialogo, la reciproca conoscenza
e la comprensione.
E' autrice del libro "Un sì, un inizio, una speranza",
pubblicato in Italia dalla casa editrice "Itacalibri".
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SAMAR SAHHAR, palestinese, ha 42 anni, è cattolica e lavora
come educatrice e insegnate in due rifugi ai lati di una polverosa strada
di Betania.
Il primo "Jeel El Amal" (Generazione della Speranza")
ospita più di 100 bambini palestinesi orfani o abbandonati, di
religione musulmana, raccolti nei campi profughi di Ramallah, di Betlemme,
di Tulkarem.
Il secondo "La casa di Lazzaro" ospita più di 35 bambine,
ragazze madri e donne in difficoltà.
A Betania dirige anche una scuola frequentata da 300 bambini palestinesi.
Da poco ha aperto una panetteria in paese per dare pane e lavoro e il
prossimo progetto è un'infermeria. Da qualche anno ha stretto
una forte amicizia con Angelica Calò Livnè.
Il primo incontro a Gerusalemme est, il secondo al Muro del Pianto.
Insieme hanno girato scuole ed università d'Italia.
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