Settembre pedagogico 2008. Le vie del sapere e della cittadinanza.
11 settembre 2008 - Centro Internazionale "Loris Malaguzzi"
Sintesi dell'intervento per la presentazione del video "Storie Musiche Culture" di Alessandra Anceschi, insegnante di musica,
Scuola Secondaria di Primo Grado C. A. Dalla Chiesa, Reggio EmiliaLo spazio che mi è stato riservato è dedicato principalmente alla presentazione in video della sintesi di un'esperienza scolastica condotta nell'a.s. 2005-06 in una classe seconda media durante un'ora settimanale di compresenza tra le discipline di Lettere e Musica.
Le attività si sono svolte per tutta la durata dell'anno scolastico e hanno trovato eco anche negli spazi delle singole discipline coinvolte: musica, geografia, storia e italiano. Il percorso complessivo si è svolto in circa una cinquantina di ore di attività, condivise con la collega Mirella Galloni.
Il lavoro parte, come tanti, da presenze nella classe di allievi di disparata provenienza.
Il dettaglio cercherà di illustrarlo il video.
Ciò che invece credo possa essere utile dire per meglio inquadrare il lavoro, è focalizzare alcune parole d'ordine, alcuni concetti chiave sui quali si è articolato il percorso.
Provo ad elencarli e a darne un breve profilo.
Il primo è la "pluralità dei punti di vista sul mondo" che nel nostro lavoro ha preso forma sia attraverso le indagini sui contesti indagati (per tutti estranei, compresi per le insegnanti), sia attraverso una codocenza che ha continuamente posto l'attenzione sui contenuti proposti attraverso un confronto delle specificità disciplinari coinvolte.
Il secondo concetto-guida è di tipo metodologico e ha fatto ricorso all'idea di "allievo cooperante". Il significato più pieno di questa prospettiva lo si ritrova nel ruolo attribuito agli allievi stranieri che sono stati il perno d'azione: non solo soggetti portatori di storie e culture da indagare, ma veri e propri artefici della costruzione del sapere che si è sviluppato in classe. Il loro aiuto nella ricerca e nella scelta dei materiali, nella presentazione in classe del loro vissuto, nell'affiancare le insegnanti in un ruolo di co-docenza è stato fondamentale.
Infine, l'ultima parola d'ordine - che si svela un poco più in sottofondo - ma non per questo è stata oggetto di meno attenzione, è lo sviluppo di una "dimensione/percezione estetica del fatto culturale". Un modo di guardare ai prodotti della cultura che ha tentato di sviluppare curiosità, stupore attraverso un rapporto di confronto con l'alterità (non necessariamente con il diverso, bensì con ciò che non si conosce) e che ci è spesso stato testimoniato dai ragazzi con l'espressione "che bello!" di fronte alla scoperta delle sonorità, delle musiche, dei luoghi, delle abitudini, delle tradizioni che abbiamo conosciuto.
Il resto proverà a raccontarlo il video, del quale preannuncio che la selezione delle attività presentate è lievemente sbilanciata sulla produzione musicale, per due ragioni: in parte perché tradisce il mio sguardo sul percorso, in parte perché - e questa è una motivazione puramente pragmatica - la documentazione è stata maggiore in questo ambito.